GEAPRESS – Ama la caccia, ma da qualche giorno, da quando è stato verosimilmente contattato dalla Polizia Giudiziaria di Trapani, si professa animalista. Invia appelli per i cani dell’Ucraina e poi per un non meglio specificato gatto crocifisso postato su Facebook. Agli inizi di giugno, però, è entrato in armeria, ha comprato una pistola ed ha ucciso un piccione. La foto del povero animale, fa bella mostra nel suo account Facebook. La sua professoressa (il giovane ha da poco superato i venti anni) lo rimprovera. Poi il rimprovero di un’amica “fai schifo“. Infine la denuncia di Enrico Rizzi, Coordinatore nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) solo ora trapelata dagli ambienti della Procura.

Lui, il giovine con pistola, cancella subito la foto del povero animale e stranamente diffonde appelli in favore dei cani dell’Ucraina. Per il resto una vita normale. Lavoro presso l’azienda di papà, cavallo, pappagalli, serpenti, iguane e blatte tropicali. Forse non proprio normalissima ma tutto sommato in linea con la giovane età che caratterizza gli amanti di questo genere di passioni che costringono molti animali in gabbia.

La foto del piccione stecchito, però, non c’è più. “Il mio primo piccione” aveva scritto felice sul suo Facebook con tanto di animale penzolone e pistola puntata. La sua pistola beretta è ad anidride carbonica, come le bollicine della gazzosa adolescenziale. “Il mio ultimo giocattolino“, informa entusiasta, “identica all’altra“, aggiunge in un altro post.

Contento della sua prima preda, tutto si aspettava eccetto di venire denunciato. Chissà dove credeva di vivere. Esce di casa spara ad un piccione e se ne vanta su Facebook, come successo con i cacciatori di cani in Ucraina che ora vorrebbe condannare.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati