GEAPRESS E’ successo qualcosa di più grave nei giorni scorsi a Trapani, quando si è saputo del ritrovamento di alcuni cani morti o feriti a seguito di probabili scontri indotti da ignoti (vedi articolo GeaPress). Gli animali coinvolti, infatti, sono più di cinque (due morti e tre feriti), rispetto a quanto inizialmente riferito.

Qualcuno, infatti, per più giorni consecutivi potrebbe avere introdotto altri cani, forse lottatori o comunque abituati ad essere aggressivi con i consimili, all’interno di un’area in buona parte recintata della zona industriale vecchia di Trapani.

La gravità di quanto successo, viene confermata a GeaPress dalla stessa Polizia di Stato che ha in corso un fattivo controllo della zona, fin dal giorno che sono stati denunciati i fatti. Da allora, infatti, le aggressioni parrebbero aver avuto fine.

In tutto quindici cani presentano ferite verosimilmente ricollegabili a morsi. In particolare si tratta di ferite alla gola, alle orecchie e ai testicoli. Poi i due cani morti. Diciassette cani in tutto. Randagi, ma accuditi. Cani di taglia medio grande e di età compresa tra pochi mesi di vita ed i cinque anni.

Il primo cane morto a seguito delle tremende ferite alla gola è stato rinvenuto otto giorni addietro. Domenica, invece, il ritrovamento di un cane ferito al quale hanno fatto seguito altri due cani (uno morto ed uno ferito) lunedì mattina.

Secondo il dott. Biagio De Lio, Dirigente della Squadra Volanti della Polizia di Stato di Trapani, oggi sentito da GeaPress, è pressocché certo che le ferite sono state causate da altri cani. Dal giorno della denuncia, rassicura il dott. De Lio, l’area è costantemente vigilata. Rimane da capire l’esatta dinamica di quanto successo. Per questo la Polizia di Stato ha già sentito alcune persone, anche se nessuno, a quanto pare, è un testimone oculare.

Un lavoro diverso, invece, per la signora Annamaria, la volontaria che controlla il gruppo di cani. “Prima di allora – riferisce la signora Annamaria a GeaPress – non vi sono mai stati problemi. Qualcuno ha portato altri cani nell’area della zona industriale vecchia, e li deve avere aizzati“.

Un cucciolone di otto mesi è ancora ricoverato in una clinica veterinaria, mentre la stessa volontaria ha provveduto a curare le ferite meno gravi degli altri cani.

Il dott. De Lio invita i cittadini a collaborare segnalando al numero delle emergenze della Polizia di Stato anche quei particolari che apparentemente potrebbero sembrare di poco conto. Al 113 potrebbero così affluire, anche in forma anonima, informazioni utili per gli inquirenti. Di certo, assicura il dott. De Lio, in quella zona è stato messo in atto un massicio controllo.

Purtroppo, a Trapani come in altre città, è stata segnalato negli ultimi anni un ritorno di alcune varietà di cani, come Pit bull o loro incroci. Cani che, dopo il boom dei combattimenti a cavallo tra gli anni 90 ed il 2000, erano passati di moda. Forse uno status simbol, specie in alcuni quartieri. Qualcuno, però, nella zona industriale vecchia di Trapani, è andato oltre, divertendosi ad aizzare i propri cani contro i randagi accuditi dai volontari. Un allenamento, forse, in previsione di un combattimento.

Non mancano le note polemiche. Secondo Enrico Rizzi, coordinatore del Partito Animalista Europeo, è un segnale di come l’amministrazione cittadina non provvederebbe correttamente alla gestione del randagismo canino. Di fatto, sostiene Rizzi, qualcuno ha trovato terreno fertile per allenare a suo modo dei cani resi oltremodo aggressivi. I ringraziamenti, invece, sono tutti rivolti alla Polizia di Stato ed alla volontaria che nei giorni scorsi ha denunciato il tutto.

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