GEAPRESS – A due passi dalla centralissima via Fardella, la spina dorsale di Trapani. Ieri pomeriggio due ragazzi vengono osservati mentre “giocano” con i loro cani. Uno è un Pit bull, l’altro meticcio di media taglia di colore nero. Il primo cane ha orecchie tagliate a raso e cicatrici sul collo. Il “gioco” consiste nell’incitare l’animale a mordere un copertone appeso con una corda ad un albero. Il Pit bull, in modo particolare, rimane così penzoloni, con la bocca serrata, a ringhiare.

Il tutto è andato di scena ieri pomeriggio intorno alle 18.00 in via degli Ontani. Qualcuno osserva e telefona così al numero romano del PAE (Partito Animalista Europeo). Quanto basta per avvisare il coordinatore del Partito Enrico Rizzi che risiede proprio a Trapani. Immediata la chiamata al 112 dei Carabinieri e subito la corsa in via degli Ontani. Istanti, e la stessa voce, al telefono, avvisa che i ragazzi, forse insospettiti, hanno lanciato il copertone tra i rami dell’albero e si sono velocemente allontanati.

Due minorenni che di lì a poco saranno rintracciati dai Carabinieri nella vicina via degli Iris. Nel frattempo arriva pure Rizzi. Il Pit bull è muscoloso ed in effetti coincide con la descrizione fatta telefonicamente. Colore marrone chiaro, orecchie tagliate a raso e tracce di ferite, forse morsi, nel collo. Il ragazzo intestatario del cane, dichiara però di averlo trovato così. E’ già successo, sempre in Sicilia. A Caltanissetta, ad esempio, sembra che i cani cosiddetti da “presa” con le orecchie tagliate, vengano trovati randagi… Denunciato il ritrovamento e microcippato il cane, non si può dire più niente (vedi articolo GeaPress).

Il Veterinario dell’ASL nel frattempo mandato a chiamare dai Carabinieri di Trapani, constata le tracce di ferite al collo, ma non può dirsi che trattasi di combattimenti. I cani sono in buona salute e regolarmente denunciati. Circa il copertone, rituale molto in uso in certi ambiente, ovviamente nessuno ne sa niente.

“Invito le autorità – ha dichiarato Enrico Rizzi a GeaPress – a non sottovalutare il problema. La cosa sconfortante è che in quel caso, al controllo, era tutto in regola, nonostante le orecchie tagliate e quelle che sembravano tracce di ferite. Forse – ha concluso Rizzi – è proprio il caso di dirlo: fatta la legge, trovato l’inganno“.

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