GEAPRESS – “Per contrastare il sospetto commercio illegale di cuccioli di cani e gatti dall’Italia verso i Paesi del Nord Europa, ci vuole una risposta comunitaria”. Lo afferma Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice Presidente dell’Integruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo. “Le esportazioni incontrollate di cuccioli verso Paesi come Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Svezia lascia troppi interrogativi aperti e apre il campo a terribili sospetti. L’unica soluzione è munire i tutti i cani e gatti d’Europa di un apposito microchip per gestirne la popolazione in modo ottimale”.

Associazioni come Animalisti italiani denunciano da tempo sospetti traffici di cani e gatti dall’Italia verso altri Paesi del Nord Europa in modo assolutamente non trasparente. Passata la frontiera italiana, migliaia di cuccioli finiscono nel nulla. Gli animalisti sospettano anche casi di sfruttamento in laboratori di vivisezione, macellazione, traffico di pelli e pellicce, trasporto di droga o addirittura sfruttamento sessuale. A questo riguardo, le Associazioni Animalisti Italiani Onlus e Movimento UNA lanciano una petizione (che può essere sottoscritta e firmata qui) a sostegno di una Proposta di Legge che verrà presto depositata in Parlamento, per chiedere il divieto delle adozioni internazionali in condizioni di non reciprocità, più controlli e microchip obbligatori per gli animali.

Ci vogliono indagini serie ed approfondite per fare luce su quello che rischia di essere uno dei traffici più terribili e cruenti d’Europa”, attacca Zanoni che cita a questo proposito l’ultimo rapporto Zoomafie che indica un traffico da 500 milioni di euro. “Proprio oggi al Parlamento europeo abbiamo approvato un’importate relazione sul benessere animale che invita la Commissione europea, tra le altre cose, a raccomandare, nel suo studio del 2014 sul benessere dei cani e dei gatti utilizzati per scopi commerciali, soluzioni concrete per evitare che cani e gatti siano allevati e commercializzati con modalità tali da incidere negativamente sul loro benessere”.

Una delle soluzioni migliori per risolvere anche questo terribile commercio, insieme ad altri problemi di maltrattamento legati al randagismo, è proprio un sistema coordinato per la registrazione e l’identificazione elettronica degli animali da compagnia”, conclude l’Eurodeputato.

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