GEAPRESS – “Questioni quali l’abbandono, l’avvelenamento o il maltrattamento di animali restano di competenza degli Stati membri” tuttavia “quando il movimento di animali da compagnia attraversa i confini si applicano le disposizioni della direttiva 92/65/CE o del regolamento n. 998/2003” e in questo caso, “qualora risulti che l’autorità competente di uno Stato membro non applica le regole Ue, la Commissione può prendere in considerazione l’avvio di un procedimento d’infrazione contro tale Stato membro”. Questa è la risposta del Commissario Ue John Dalli all’interrogazione sul traffico illegale e lucrosissimo di cuccioli di cane provenienti dall’Est Europa presentata da Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e Vice Presidente dell’Intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo.

Il regolamento (CE) n. 998/2003 armonizza le condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia tra e verso gli Stati membri”, si legge nella risposta della Commissione, ed è proprio alla luce di queste disposizioni che le autorità nazionali dovrebbero agire, anche se si tratta di disposizioni non specifiche.

Purtroppo mancano nella normativa europea standard precisi e obbligatori per la tutela di cani e gatti, ecco quindi che diventa difficile contrastare questo terribile traffico in modo efficace– attacca Zanoni – Tuttavia la Commissione fa sapere che è in grado di intervenire se vi sono dati sufficienti e affidabili a prova del fatto che l’inadempimento del diritto Ue nei controlli alla frontiera è persistente, sistematico o continuo”.

In Italia il fenomeno relativo all’importazione di cuccioli di cani e gatti dall’est Europa da tempo viene denunciato da diverse associazioni animaliste italiane come Animalisti Italiani, LAV, ENPA e OIPA – spiega Zanoni – Molti di questi cuccioli muoiono a causa della tenera età durante trasporti inadeguati o per malattie virali dovute a difese immunitarie nulle a causa della prematura separazione dalla madre”.

La Commissione fa presente a Zanoni che “il 19 gennaio 2012 ha adottato la strategia dell’Unione europea per la protezione e il benessere degli animali 2012-2015. È in questo quadro che nel 2014 la Commissione condurrà uno studio sul benessere di cani e gatti oggetto di pratiche commerciali”.

Mi auguro – ha dichiarato Zanoni – che lo studio in questione prenda in seria considerazione un fenomeno grave e incivile come il traffico di cuccioli all’interno dell’Ue, anche e soprattutto dopo la delusione in merito alla strategia per il benessere degli animali annunciata in pompa magna dalla Commissione. Abbiamo bisogno – ha concluso Zanoni – di una normativa chiara e netta sul benessere degli animali di affezione che si applichi in modo rigoroso in tutti i 27 Paesi europei”.

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