cuccioli V
GEAPRESS – Dopo l’intervento della FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) che ha fatto seguito alle operazioni di polizia che hanno visto coinvolto anche un medico veterinario (vedi articolo GeaPress) una nuova presa di posizione  si registra da parte dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani).

Secondo l’ANMVI, che ha richiamato l’esigenza di efficaci misure di contrasto al commercio illegale di cani e gatti, non bisognerebbe mai acquistare su internet il proprio pet. Questo anche alla luce del fatto che le indagini giudiziarie, scaturite in modo particolare a partire dall’approvazione della legge di settore del 2010, hanno rivelato come i proventi illeciti deriverebbero proprio da canali di compravendita che avvengono on line.

Per contrastare il fenomeno, occorrono però decise misure non solo nazionali ma anche in sede europea.

E’ urgente una forte azione di sensibilizzazione verso l’ignaro proprietario – dichiara Marco Melosi, Presidente dell’ANMVI- che incautamente cade nelle trappole tese da Internet, senza verifiche e senza certezze sui venditori“. L’invito è pertanto  di rivolgersi ad allevamenti italiani ed esercenti che diano garanzie di trasparenza e rintracciabilità.

Per l’ANMVI in Italia c’è un vero e proprio vuoto legislativo dal momento in cui il Parlamento italiano non è riuscito a varare una legge per la regolamentazione del commercio elettronico di animali. Eppure, continua l’ANMVI, le proposte in campo ci sono, come quella di estendere agli animali d’affezione le regole per il commercio on line applicate alle specie protette, o stringere accordi con i maggiori gestori di piattaforme di marketplace on line.

I Veterinari ribadiscono però che il crimine è di portata europea e si avvale di canali senza frontiere come appunto il Web. Da tempo l’Italia suggerisce l’intervento di Europol e una maggiore cooperazione fra Stati Membri. Il nostro Paese si è fatto sentire durante la prima Conferenza europea sugli animali da compagnia (ottobre 2013), ma, aggiunge il Presidente dell’ANMVI, “abbiamo visto tiepide reazioni a quanto invocato a gran voce dalle rappresentanze italiane per questo confidiamo nel semestre di presidenza italiana della UE”.

C’è poi l’aspetto dei Veterinari che risultano coinvolti nelle indagini. “I veterinari che si associano per delinquere non hanno cittadinanza nella nostra Categoria– conclude Melosi- sono un  danno e  una vergogna per migliaia di Colleghi che fanno l’impossibile per salvare la vita a cuccioli prematuramente strappati alle madri e ormai fortemente compromessi dal punto di vista sanitario e comportamentale”.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati