GEAPRESS – Compiute poche settimane di vita, venivano strappati alle madri, imbottiti di farmaci e dopo viaggi allucinanti finivano nelle vetrine di Milano e Torino.
Arrivati in Italia, i cagnolini slovacchi diventavano italiani grazie alla complicità di due veterinari.
Alle nove persone indagate, accusate di associazione per delinquere, maltrattamento di animali, truffa, frode in commercio, falso e violazione di normative comunitarie, è stato notificato l’avviso di chiusura delle indagini, coordinate dal PM di Milano dr. Nicola Balice.

Come nel caso di Pistoia dove il Corpo Forestale dello Stato bloccò una tratta di cuccioli destinati alla vendita via internet (vedi articolo GeaPress), anche questa volta i trafficanti sono stati fermati, e forse saranno puniti. Ma il traffico di cuccioli dall’Est Europa è una piaga che va bloccata, tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Non comprare cani o gatti è la  scelta positiva che dovrebbero fare  tutti i cittadini.
Nei canili, spesso lager, sempre sovraffollati, nelle strade, nei gattili, milioni di cani e gatti aspettano un’adozione.
E poi un amico non si compra!

I cuccioli provenienti dall’Est provengono da vere e proprie fabbriche, le mamme rinchiuse in box piccolissimi, sono costrette a vivere solo per riprodursi.
I piccoli vengono strappati alle madri ad un’età, spesso, inferiore al mese di vita. I cuccioli dovrebbero stare con le madri almeno  fino a tre mesi e non potrebbero varcare le frontiere se non ne hanno almeno quattro. Inoltre, il distacco prematuro  dalla madre crea problemi fisici e comportamentali.
L’insorgenza di malattie viene tamponata con dosi massive di farmaci, che bloccano, all’apparenza, le diverse patologie.
I problemi comportamentali, se il cucciolo riuscirà a sopravvivere, gli resteranno per tutta la vita.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).