GEAPRESS – Per Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus, l’avvio del processo rappresenta un importante passo avanti per fare chiarezza sui sospetti di traffici illeciti di animali destinati all’estero. Il processo, iniziato lo scorso 9 luglio a Forio d’Ischia (NA), è quello relativo al canile di Panza. Una storia che inizia nel 2006 quando un animalista locale, Giovanni Esposito, riesce a fare bloccare dalla Polizia di Stato un motofurgone con a bordo numerosi cani e gatti. Il mezzo si stava imbarcando per Napoli ed era diretto in Germania. Per Animalisti Italiani si tratta di una delle tante spedizioni che da varie parti d’Italia vengono organizzate per la Germania.

Un argomento noto e che divide lo stesso mondo animalista. Polemiche roventi in alcuni casi sfociate anche con querele. Il sospetto è pesante. C’è chi parla di vivisezione, altri addirittura di pellicce. Di certo una materia che nel suo complesso andrebbe regolamentata. A tal proposito, Walter Caporale ricorda la petizione rivolta al Parlamento affinché la nuova legge sul randagismo preveda misure idonee a fermare questi illeciti.

La tratta di decine di migliaia di cani e gatti dall’Italia verso altri Paesi, deve essere fermata!” dice Caporale.

Pareri positivi per l’avvio del processo anche da Patrizia e Maria Pagano della sezione di Ischia dell’Associazione UNA Uomo-Natura-Animali. Le due responsabili, lamentano peraltro il fatto che il Comune di Forio non si sia costituito parte civile.

Siamo contente della deposizione del testimone Giovanni Esposito della P.A.S. Pro Natura – hanno riferito Patrizia e Maria Pagano – che ha posto l’accento sulla impossibilità di rintracciare gli animali espatriati e sulla oscura destinazione degli stessi, nonché sulle modalità di trasporto del carico di animali scoperto il 6 Marzo 2006“. Modalità che potrebbero fare presupporre l’ipotesi di maltrattamento.

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