controllo cani
GEAPRESS – Alla fine dello scorso mese di novembre il personale del Corpo Forestale dello Stato ha eseguito una campagna di controlli in materia di maltrattamento di cani.

Particolare attenzione è stata dedicata alle  strutture di addestramento con particolare riferimento ai corsi di difesa e di obbedienza. Questo perchè, riferisce sempre il Corpo Forestale, sarebbero considerate come le specializzazioni più a rischio ai fini della verifica del maltrattamento degli animali.

Nella maggior parte dei casi gli obiettivi sono stati preventivamente individuati sulla base di conoscenze territoriali dei Reparti operanti e delle banche dati disponibili anche in via telematica.  Presente altresì personale del Corpo con qualifica di Medico  Veterinario oltre a personale specificamente formato quale referente del Nucleo Investigativo dei Reati a Danno degli Animali (NIRDA) istituito presso l’Ispettorato generale. In vari casi le verifiche sono state svolte congiuntamente all’ASL e di  Enti operanti in campo ambientale, come ad esempio il WWF.

In totale sono state sottoposte a controllo 28 strutture, in 11 delle quali sono state riscontrate irregolarità in parte di natura amministrativa ed in parte penale.

Nel corso dei sopralluoghi  è stata prestata particolare attenzione al benessere degli animali ed alla legittimità delle tecniche di addestramento. Sono stati inoltre controllati i registri di nascita, ingresso ed uscita dei cani nonché i passaporti sanitari, i numeri di microchip, la corretta registrazione alle anagrafi canine, la regolarità dei documenti di acquisto/vendita ed il corretto dimensionamento delle strutture adibite al ricovero degli animali.

In un caso la verifica ha condotto alla perquisizione di un allevamento e dell’abitazione del titolare, oltre che dello studio veterinario avente in cura gli animali. Analogo intervento è stato svolto presso la locale ASL. A finire sotto sequestro sono stati alcuni  cani e varia documentazione sanitaria attinente alla gestione degli stessi. La medesima indagine ha comportato accertamenti anche fuori Toscana.

In un altro caso l’Autorità giudiziaria ha invece delegato lo svolgimento di uno specifico controllo ispettivo presso una nota struttura adibita a ricovero cani, ospitante varie decine di animali su una superficie di oltre 5.000 metri quadrati. Al riguardo l’indagine è ancora in corso.

Le irregolarità amministrative riscontrate sono riconducibili alla violazione della legge regionale n. 59/2009 (irregolare tenuta dei registri di addestramento ed omissione di altri adempimenti formali).

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