GEAPRESS – Lo hanno trovato ieri i volontari della LIDA (Lega Italiana Diritti Animali) di Patti, in provincia di Messina. Il cagnolino, dal pelo talmente pulito da far presupporre che non trattavasi di un randagio, era stato legato ad una corda di plastica, tipo quella utilizzata per stendere la biancheria. La cordicella azzurra era stata attorcicliata più volte attorno ad un ramo laterale, fino a sollevare completamente il cagnolino ed infine farlo morire. Un gioco sadico, impostato sull’arrivo graduale della morte.

Alla base dell’alberello, poi, la sorpresa più cattiva. Il cagnolino era stato attirato con una scatoletta di tonno. Era stata aperta da poco. Ovviamente mai nessuna autopsia chiarirà se le cose saranno realmente andate così, dal momento in cui, questa storia, sembra destinata a finire nel dimenticatoio. Questo nonostante un pazzo criminale abbia avuto l’arroganza di combinare il tutto nei pressi di un luogo discretamente frequantato del litorale di Torrenova (ME).

I volontari della LIDA hanno subito chimato i Vigili Urbani ed i Servizi Veterinari dell’ASL, i quali, però, sono potuti andare a recuperare il cane solo stamani. Stante quanto riferito dalla responsabile LIDA di Patti, Marina De Liguori, vi sarebbero stati altri casi, fatto però che potrebbe fare presupporre che anche per questo cane, nessuno farà mai giustizia.

Siamo molto sconfortati – ha dichiarato a GeaPress Marina De Liguori – abbiamo liberato dei randagi che avevamo fatto sterilizzare, ed ora viviamo nell’incubo che possa succedergli qualcosa. Pensi – ha aggiunto la Responsabile LIDA – che all’inizio, quando siamo arrivati ed abbiamo visto da lontano quel corpicino bianco, l’abbiamo scambiato per uno dei nostri cani“.

Il cagnolino bianco non era conosciuto dai volontari, fatto questo che aumenta il mistero su cosa possa essere effettivamente accaduto.

Anzi – aggiunge Marina De Liguori – quando ne compare uno ci chiamano subito, ma questo sembra che non lo avesse mai visto nessuno“.

Ed ora? Molto probabilmente non succederà niente, cosa che ovviamente indispettisce ancora di più i volontari che in queste ore su una pagina di Facebook hanno deciso di avviare un invio di mail alle autorità competenti. Speriamo che possa servire.

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