GEAPRESS – Decreto Penale di Condanna per la responsabile delle penose condizioni di detenzione dei 22 cani di Inverso Pinasca (TO). Del caso se ne era occupato pure Striscia La Notizia (vedi articolo GeaPress) che aveva così documentato il lavoro di indagine, ora andato a buon fine, svolto da Antonio Colonna, Responsabile del Nucleo Bracconaggio e Maltrattamenti Le.I.D.A.A., la Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente fondata e presieduta dall’ex Ministro del Turismo On. Michela Vittoria Brambilla.

Poveri animali costretti in stanze e piccoli locali al chiuso di un appartamento. Luoghi rinvenuti pieni di escrementi. In tal maniera viene motivato l’atto di condanna emesso in tempo di record dal Tribunale di Pinerolo, ed a firma del GIP dott. Gianni Reynaud. Il reato contestato è relativo alla violazione del comma primo e secondo (abbandono ed inidonee condizioni di detenzione) di cui all’art. 727 del Codice Penale.

Il Giudice ha riconosciuto all’imputata le attenuanti generiche una volta riscontrata la sussistenza delle condizioni di disagio sociale. Per tale motivo è stata condannata al pagamento dell’ammenda di tremila euro (pena base, 9000). Un pizzico di timore, invece, per il destino dei cani. L’articolo 727, infatti, non prevede la confisca obbligatoria. Alcune fattispecie del più potente reato-delitto di cui al maltrattamento di animali (544 ter C.P.) sono inoltre assimilabili al più debole 727 valido però anche nel caso di colpa, ovvero disattenzione o comunque mancata volontà di maltrattare. Già in altre occasioni, al di là delle considerazioni tra colpa e dolo, si è applicato il reato a maggiore garanzia dell’imputato.

Nel caso di Inverso Pinasca, però, ha rimediato la buona volontà e la disponibilità di due rifugi della LIDA e della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. La proprietaria, infatti, ha accettato il trasferimento dei ventidue cagnolini. Per loro, grazie all’indagine svolta da Antonio Colonna ed ai rifugi delle due Associazioni, si è già aperta una nuova vita.

Nel Decreto Penale di Condanna, il GIP ha altresì evidenziato, a supporto del provvedimento, il rapporto veterinario rilasciato per l’occasione dalla locale ASL. Nello stesso luogo erano inoltre detenuti alcuni bovini forniti di registri anche se non più aggiornati.

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