GEAPRESS – Saica è stata trovata sopra un cumulo di immondizia con quattro chiazze causate dall’acido. Siamo a Teverola, in provincia di Caserta. Ad occuparsi di lei, sono Vanessa ed altre due volontarie. Caricata in macchina e portata subito dal veterinario. All’inizio non si riusciva a capire bene cosa fossero quelle chiazze sulla carne viva, ma poi il referto del veterinario ha lasciato spazio a pochi dubbi.

E dire che Saica, rottweiler dagli occhi dolcissimi, si vedeva nei pressi da qualche giorno. Tra le mille emergenze quotidiane di chi bada agli animali in strada, lei rimaneva lì, con la ciotola di cibo ed in attesa di un aiuto definitivo, ovvero una adozione. Poi la mano di un sadico ha fatto il resto. Per l’ignobile individuo, anche se fosse stato visto e denunciato, la legge contro il maltrattamento di animali prevede solo una blanda punizione. Niente arresto in flagranza di reato e quasi sicuramente mai una pena reclusiva. La certezza di potere avere contestata la multa è pressoché totale.

Intanto Saica fa le analisi. “Niente leishmania – dice Vanessa a GeaPress – Le stiamo invece curando dall’Ehrlichia. Un  morso di zecca, chissà quante ne ha dovuto passare“.

Ci sono poi le ferite causate dall’acido ma anche qui Vanessa interviene. “All’inizio il Veterinario ci aveva detto che probabilmente si sarebbe dovuta anestetizzare, ed invece Saica è veramente eccezionale. Spero che possa ricrescerle il manto, il veterinario mi incoraggia in tal senso

Vanessa non molla mai il “suo” cane, anche se sa di doverla dare in adozione e spera in un aiuto dei lettori di GeaPress. Noi mettiamo a disposizione la mail (info@geapress.org) e chiediamo a Vanessa dov’ è ora Saica.

L’ho messa in pensione, ma devo trovare una soluzione. Saica, finite tutte le cure, dovrà andare via. Io non posso tenerla. Tra i gatti in casa ed i cani in giro per strada ….. spero nell’adozione, per favore aiutate Saica“.

Chiediamo in ultimo se qualcuno, nell’opera di assistenza ai randagi, contribuisce alle spese. No. Figuriamoci poi se trattasi di ente pubblico. I Comuni del comprensorio, sebbene mandino i cani in un canile convenzionato, non hanno pensato ad un piano di sterilizzazione dei cani randagi. Nel canile non c’è neanche spazio per le degenze. Figuriamoci, poi, i cani vittime di incidenti stradali. “Se aspetto l’intervento pubblico il cane mi muore – dice amareggiata Vanessa – Metto in macchina e via“. Per le spese provvedono a tutto Vanessa e le sue due amiche. Ne hanno salvati tantissimi e di cani con l’acido, per fortuna non di frequente, non è neanche il primo caso. “Pazienza affronteremo anche questa situazione, ma per favore aiutateci per Saica“.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).