GEAPRESS – L’avvelenatore non si è fatto scrupolo di distribuire il veleno anche se le due cagne avevano ancora i cuccioli. Ben dieci, trovati oggi aggirarsi attorno ai corpi ormai privi di vita delle madri. “Una scena straziante – riferisce a GeaPress Giuseppe Purpi, volontario della LIDA – osservavo quei cuccioli girare attorno alle madri  morte e mi sembrava di essere dentro un incubo“.

Le due cagne sono state uccise in area portuale, una zona non nuova per questi crimini i quali, oltretutto, rappresentano un pericolo non solo per i cani. Poi, nella stessa zona, una recente polemica per la derattizzazione e le bustine che sarebbero state sparse. Il Sindaco, però, era subito intervenuto dichiarando di attivarsi immediatamente per fare rispettare scrupolose prescrizioni. Ad ogni modo, a proposito del principio tossico, è ancora troppo presto per stabilire se trattasi di  un prodotto di sintesi per uso agricolo, oppure di un anticoagulante tipico della derattizzazione. Sintomi molto diversi e che in questo caso potrebbero però potersi ricollegare alla prima ipotesi. Secondo indiscrezioni raccolte in loco, i cani sarebbero morti con una evidente bavazione. L’avvelenamento da topicida, invece, causa emorragie interne.

Forse, però, l’avvelenatore potrebbe avere approfittato degli interventi in atto per confondere le acque. Ad ogni modo sarà ora l’Istituto Zooprofilattico A. Mirri di Palermo e stabilire le cause della morte, una volta eseguiti gli esami di rito.

Sulla vicenda è intervenuto anche Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) che ha richiamato, con una lettera già inviata alle Autorità, l’urgenza di mettere in atto tutti i provvedimenti e le azioni richieste dall’Ordinanza ministeriale n. 2008 del Ministero della Salute. Il tutto con particolare riguardo alle indagini tossicologiche sugli animali avvelenati, bonifica e tabellazione dell’area contaminata, indagini di P.G. per risalire nel più breve tempo possibile al responsabile/i dell’illecito, oltre che ad una corretta informazione della cittadinanza.

Ad intervenire con una nota su facebook, anche il Presidente del Consiglio Comunale di Termini Imerese  Avv. Stefano Vitale il quale ha confidato in maggiori controlli per dei crimini che ha definito disumani. “Ritengo – ha scritto il Presidente Vitale nella nota inviata ad Enrico Rizzi – che animali e uomini debbano essere trattati e considerati allo stesso modo“.

Un luogo, quello del porto, comunque particolare. Poco tempo addietro si erano dovute registrare delle problematicità che avevano interessato anche gli abitanti. Un fatto che aveva inizialmente indotto il Sindaco di Termini Imerese ad emanare una Ordinanza che vietata, solo in quel luogo, di dare da mangiare ai cani. Ovvie le critiche piovute da tutta Italia, infine conciliate da un accordo raggiunto con gli animalisti. In particolare era stato riferito di un trasferimento dei cani. “Non è semplice ma abbiamo iniziato – ha spiegato Giuseppe Purpi – tre cani sono già andati via e con un po di buona volontà di tutti, riusciremo anche con gli altri. Di certo nulla, ma proprio nulla, può giustificare quanto successo. Invito tutti a riflettere sulla crudeltà di chi ha commesso tutto ciò, con quei cuccioli che cercavano calore dalle loro madri ormai irrigidite. Una cosa veramente indegna che richiede una reazione forte“.

Proprio sui cuccioli sono ora indirizzate le attenzioni degli animalisti. Attualmente tutti i dieci  piccoli animali sono stati presi in custodia dalle Guardie Ambientali di Termini Imerese, subito intervenute nei luoghi. Siamo certi che per i poveri animali si scatenerà una gara di solidarietà.

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