GEAPRESS – Che la frontiera di Tarvisio sia notevolmente trafficata, questo è noto a tutti. Ma la particolarità del sequestro operato giovedì notte dalla Polizia di Frontiera – Settore Polterra di Tarvisio, difficilmente trova dei precedenti. Gli Agenti, diretti dal Commissario Capo Simona Romano, hanno infatti fermato una automobile con targa slovacca con a bordo due fratelli di circa 30 anni. I due, incensurati, avevano sistemato sopra una copertina disposta nel sedile posteriore, 4 cuccioli di cane di razza Akita (vedi in fotogallery). I Poliziotti avevano però notato come gli animali rispondevano poco alle sollecitazioni. Sembravano letteralmente addormentati. Dalla perquisizione del mezzo veniva così riscontrata la presenza di medicinali, alcuni dei quali con azione sedante. Lo stato di narcosi era poi confermato da un Veterinario chiamato dalla Polizia. Non solo. Nell’automobile veniva,  inoltre, trovata una pistola a tamburo calibro 22 con matricola abrasa.

Entrambi gli uomini sono stati denunciati per il reato di maltrattamento di animali, introduzione illecita di animali da compagnia mentre, per uno dei due fratelli, dichiaratosi possessore dell’arma, è scattata la denuncia per porto e possesso di arma clandestina. I cuccioli sono stati sequestrati e trasferiti in un canile della zona. Bisognerà vedere, tra l’altro, se erano affetti da malattie, sebbene ad un primo esame non presentavano patologie evidenti. Ai due ungheresi pure 3000 euro di sanzione amministrativa. Per il sequestro del mezzo, invece, sarebbero occorsi più di cinque animali.

I cani, tutti microchippati, viaggiavano con passaporti riportanti vaccinazioni in uso per una età maggiore rispetto ai meno di tre mesi che in effetti dimostravano avere. Il sospetto, come spesso capita in questi casi, è che la documentazione fosse falsa. La presenza di trasportatori stranieri è un altro elemento utile per evitare che i veri manager del traffico (ovvero, in genere, cittadini italiani) rimangono invischiati in conseguenze penali. Il reato, infatti, non solo è troppo debole per causare la seppur minima interferenza nella vita di un cittadino straniero (non vi sono accordi di Polizia) ma non mette a disposizione quegli strumenti investigativi, quali ad esempio le intercettazioni ambientali, utili a dimostrare condotte di più grave punibilità. Tra queste quelle relative all’associazione a delinquere, reato che prevede l’arresto in flagranza . I continuati sequestri di queste settimane stanno dimostrando sempre più, non solo la poca efficacia della cosiddetta legge cuccioli, ma anche come le precauzioni messe in atto dai trafficanti (in realtà italiani) siano più o meno le stesse antecedenti all’approvazione della norma (per maggiori informazioni, vedi articolo GeaPress).

Secondo il Commissario Capo Simona Romano, è molto probabile che i cani finora sequestrati a Tarvisio, fossero diretti non tanto a privati ma bensì a commercianti di animali. In questo caso, i cuccioli erano poche unità, ma un anno addietro venne bloccato un furgone con 90 cani in tenera età. Il mezzo, peraltro, non era abilitato al trasporto degli animali. Le gabbiette erano disposte l’una sull’altra (vedi foto in copertina) e le condizioni igienico sanitarie si presentavano pessime. Niente acqua e niente cibo.

Una frontiera importante, quella di Tarvisio. Cani e non solo, come il clamoroso sequestro operato alcuni anni addietro di ben 570 aracnidi (vedi in fotogallery). Tutti ragni appartenenti a 27 specie. Dodici animali, inoltre, erano protetti dalla Convenzione di Washington sul commercio di flora e fauna in via di estinzione. In questo caso, si trattava di ungheresi, sebbene residenti nella provincia di Varese. Una particolarità. I ragni, rinchiuse in scatolette, erano a loro volta inseriti in contenitori climatizzati.

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