GEAPRESS – L’intervento è avvenuto alle 3.00 di stamani. Strada Statale 13 Pontebbana, quasi nel centro abitato di Tarvisio (UD). Un pattuglia dei Carabinieri del Comando Compagnia di Tarvisio intima l’alt alla monovolume “Chrysler Voyager”. Al suo interno, padre e figlio, entrambi residenti nella provincia di Reggio Emilia. Nell’auto, secondo quanto appurato dai Carabinieri, vi sarebbero state condizioni igieniche disastrose. Poi, 62 cuccioli di cane stipati in gabbie di plastica. Il più piccolo aveva appena 15 giorni, il più grande, invece, si avvicinava alla soglia dei tre mesi. In molti, dirà poi il Veterinario, erano alla ricerca della madre.

Dalmata, labrador, chihuahua, king cavalier, bulldog, carlini, husky, barboncini e bovaro del bernese. Tutti i cani erano privi dei documenti. I due trafficanti, hanno dichiarato di averli acquistati in un allevamento ungherese al prezzo di 10.000 euro. Secondo gli inquirenti ne avrebbero ricavato, in Italia, almeno tre volte tanto. Dopo il fermo, i Carabinieri hanno trasferito i cuccioli in caserma, chiamando contestualmente il Veterinario ASL per un primo controllo. Sono stati proprio i militari dell’Arma a provvedere al primissimo accudimento. Al Comando Compagnia di Tarvisio, diretto dal Capitano Massimo Soggiu, si è così scatenata una vera e propria gara di solidarietà. Tutti i cuccioli sono stati già dati in affido temporaneo a privati. Il Medico Veterinario ha sottolineato lo stato di stress e di paura dei piccoli animali. Molti di loro, poi, tremavano insistentemente.

L’automobile, con targa italiana, è stata sequestrata, così come i cani. I due sono stati denunciati per maltrattamento di animali e traffico illecito di animali da compagnia.

Piccolo particolare. I denunciati della provincia di Reggio Emilia, sono stati più volte fermati per analoghe ipotesi di reato. Secondo i Carabinieri è probabile che in Emilia vi sia una rete di appoggio sicuramente di rilievo. In altri termini, essendo i due più volte fermati per traffico di cuccioli e tenendo in considerazione che altre volte la devono aver fatta franca, come fanno i cuccioli senza passaporto ad entrare, poi, nel mercato legale italiano?

Di certo la legge non deve essere un grande deterrente, visto che i soggetti sono già molto noti per precedenti specifici. Circa i sessantadue cani ora sequestrati sembrerebbe appurato che potessero essere stati destinati sia a committenti privati che negozi di animali. L’ultima volta, i due denunciati erano stati fermati a Gorizia. Per quest’ultimo viaggio il tragitto era stato cambiato. I due, una volta lasciata l’Ungheria, sono transitati dall’Austria e da qui entrati in Italia. L’autostrada, però, è stata abbandonata quasi subito. Un appuntamento in loco o un tentativo di evitare strade troppo controllate? Di certo, grazie ai Carabinieri, anche questa volta sono stati fermati.

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