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GEAPRESS – Tre  trasportatori di nazionalità insolita, quelli fermati stamani con un gruppo di cuccioli provenienti dall’est Europa alla barriera autostradale di Ugovizza (UD). Cittadini spagnoli che forse proprio in quel paese dovevano consegnare  i dodici cagnolini di varie razze  sequestrati grazie all’intervento del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) del Corpo forestale dello Stato.

Un intervento specifico, che rientra, spiega il Corpo Forestale, nell’ambito dei controlli finalizzati al contrasto del fenomeno del traffico di cuccioli.

Stante quanto comunicato dalla Forestale i cani si sarebbero trovati chiusi nel cassone posteriore del mezzo e custoditi all’interno di sei trasportini accatastati uno sopra l’altro. Gli stessi sarebbero stati privi di ancoraggio oltre che ritenuti di dimensioni non idonee per le dimensioni degli animali. Si tratta di un Rottweiler, due Shiba Inu, quattro Maltesi e cinque Alaskan Malamute rilevati dagli inquirenti come detenuti in precarie condizioni igienico sanitarie. I trasportini, poi, si sarebbero presentati imbrattati dalle deiezioni.

I cani sono stati tutti ricoverati presso strutture idonee di associazioni che collaborano con il Corpo forestale dello Stato. Uno dei cuccioli è stato immediatamente portato in una clinica veterinaria perché risultato affetto da diarrea emorragica.

Il completamento dei rilievi investigativi è ora affidato al Nucleo Operativo Speciale di Tarvisio, dove si stanno eseguendo gli opportuni controlli su mezzo e conducenti. Per i tre spagnoli la denuncia alla Procura di Udine. Dovranno difendersi dall’accusa in concorso tra loro dei reati di maltrattamento di animali, detenzione degli stessi in condizioni incompatibili con la propria natura e  traffico illecito di animali da compagnia. Al vaglio degli inquirenti anche la documentazione amministrativa e sanitaria presentata che sarebbe però risultata inadeguata e, per diversi cani, probabilmente difforme rispetto alle caratteristiche dell’animale. Stante le prime rilevanze investigative non sarebbe stato presente  il “certificato TRACES” previsto per le movimentazioni di questa tipologia di animali.

L’automezzo è stato sottoposto a sequestro penale probatorio e a fermo amministrativo in quanto immatricolato all’estero.

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