GEAPRESS – E’ morto ieri notte, dopo atroci sofferenze. L’anziano cane di quartiere viveva nella zona di Porta Napoli, al rione Tamburi, si riparava sotto le barche dei pescatori e veniva accudito da un nutrito gruppo di volontari. Mansueto, era benvoluto dai più.

Il lupone nero (nella foto) era stato ripescato lo scorso 14 ottobre. Gettato a mare, ma prima percosso a sangue.

Appena ripescato la situazione era apparsa subito grave. Dal canile sanitario municipale, dove aveva trovato un primo e pronto soccorso, era stato trasferito in un ambulatorio privato.
Il referto dei veterinari che lo avevano preso in cura era chiaro: “quattro costole fratturate ed una copiosa emorragia interna, sicuramente provocate da percosse e calci”. Nonostante la terapia intensiva il cane non ce l’ha fatta.

E’ una vergogna” – dichiara a GeaPress, Alessandra Danese Presidente della Anpaa ONLUS, che gestisce il canile sanitario municipale ” il cane è stato colpito ripetutamente con calci fino a sfondargli le costole, poi gettato in mare per ‘finirlo’ con una morte atroce! Taranto non è nuova a queste malvagità, che devono finire. Ricordiamci del cane scuoiato vivo, del cane ferito con il taglierino… [vedi articolo GeaPress]. La nostra deve diventare una città che ama e difende i randagi“.

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