GEAPRESS – Non è la prima volta che capita e, più o meno, sempre nella stessa zona periferica di Taranto, il quartiere Salinella. A parlare è Alessandra Danese, Presidente dell’ Associazione Anpaa Onlus. A lei era arrivata la segnalazione dell’orrendo ritrovamento. Il cagnolino (nella foto schermata da GeaPress) tipo incrocio di volpino, taglia media, era stato trovato dagli operatori del canile, ma Alessandra Danese, subito contattata, aveva detto di portarlo urgentemente in un ambulatorio specializzato. Il dottore ha fatto di tutto, ma il cagnetto aveva perso molto sangue. Scuoiato al collo ed alle zampe posteriori. E’ morto nella stessa mattinata di venerdì, quando è stato trovato.

GeaPress – Cosa è successo dal Veterinario?
ALESSANDRA DANESE – Ha fatto di tutto ma non c’è stato niente da fare. Non mi è rimasto che piangere. Ho letto l’articolo di GeaPress (vedi articolo) ed ho appreso che per questi casi non è previsto neanche l’arresto in flagranza di reato. Ma come è possibile? Penso a chi può aver commesso il fatto e se non sa di ciò.

GeaPress – Ma si erano già verificati dei casi simili?
ALESSANDRA DANESE – Si, nello stesso rione. Girò la voce che si trattasse di un tipo con problemi psichici. Mah! E poi c’è stato il caso di Leone, nel quartiere Paolo VI. E’ successo questa estate.

GeaPress – Cosa è successo?
ALESSANDRA DANESE – Leone è un bel cagnolone, da noi conosciuto. I volontari lo vedevano ogni giorno, ma poi l’abbiamo trovato tagliato, con il taglierino. Anche in questo caso l’abbiamo portato subito in un ambulatorio specialistico. Al canile municipale di Taranto il Comune ha fatto buone cose. E’ ristrutturato, anche la saletta per le medicazioni. Anche i Veterinari dell’ASL sono bravi, ma non vi sono le attrezzature adatte.

GeaPress – E come è finita a Leone?
ALESSANDRA DANESE – Lui per fortuna si è salvato. Era un cane grande e forse più in buona salute rispetto al volpino. Peraltro proprio il cagnetto morto, non lo conoscevamo. A Taranto di cani randagi ve ne sono a migliaia. Leone ha passato tutte le terapie. Eravamo riusciti a farlo adottare, da una persona di nostra fiducia….

GeaPress – Ed invece?
ALESSANDRA DANESE – Invece lo stesso giorno Leone ha divelto tutto ed è tornato dove stava, nel quartiere Paolo VI. Che possiamo farci? Lo teniamo sott’occhio, ma è cresciuto lì. Lì era stato reimmesso dopo la sterilizzazione. E’ ben accetto e … speriamo bene. Di cani come lui Taranto è piena.

GeaPress – Da quando collaborate con il Comune di Taranto?
ALESSANDRA DANESE – Il canile venne sequestrato. Non eravamo noi a gestirlo, ci tengo a dirlo. A noi venne affidato in custodia giudiziaria.

GeaPress – Quanto tempo fa è avvenuto?
ALESSANDRA DANESE – Circa tre anni fa. Finché è durato il provvedimento, siamo rimasti in tale forma. Poi abbiamo continuato con il Comune che, in effetti, ha fatto molte migliorie.

GeaPress – E ritornando a Salinella?
ALESSANDRA DANESE – Eh! Mi viene un brivido. Ci sono stati casi di cani impiccati. Glielo dicevo, qualcuno riferì di una persona, ma, comunque sia, è ancora in libertà. Poi se in libertà comunque deve rimanere… Speriamo bene. Noi lavoriamo tantissimo. I volontari sono un po’ meno degli associati, ma questo è ovunque. Noi controlliamo sempre e gli inservienti del canile lo sanno. Appena c’è una segnalazione, ci contattano. Con Leone è andata bene, con il volpino … lasciamo perdere, forse non poteva andare diversamente. Mi creda. Era in condizioni orribili.

Neanche nei casi più gravi, come quello occorso a Taranto, la legge 189/04 sia per i casi di maltrattamento che di uccisione di animali, prevede l’arresto in flagranza di reato. I tempi di reclusione, infatti, sono di gran lunga inferiori a quelli necessari a fare scattare l’arresto in flagranza di reato. Le multe, inoltre, sono state appena ritoccate dalla recente legge cuccioli (vedi articoloGeaPress), soprattutto nella previsione minima, che in genere è quella contestata. L’imputato può inoltre usufruire dei riti abbreviati di giudizio. Non rientra nei casi palesi di maltrattamento o uccisione di animali, come il volpino di Taranto, ma è bene ricordare che i due reati non valgono nelle previsioni colpose. Per uccidere o maltrattare si deve, cioè, avere la volontà di farlo (dolo). La previsione colposa vale solo per l’insignificante reato contravvenzionale di cui all’art 727 del Codice Penale (abbandono di animali). In Italia chi ruba energia elettrica va subito in prigione. Se scuoi invece un cane ti becchi una denuncia a piede libero. La legge sul maltrattamento di animali è inoltre indirizzata, pur con le gravissime lacune di cui sopra, alla prevalente difesa degli animali d’affezione (cani e gatti). I reati, ad esempio, compiuti sulla fauna selvatica prevedono pene irrisorie di gran lunga ancor più scandalose.

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