GEAPRESS – Il TAR del Lazio  deciderà  la sorte delle code dei cani. L’Udienza è fissata per il prossimo sette settembre.  Il ricorso è stato presentato da parecchi allevatori, chiedono l’annullamento dell’Ordinanza 22 marzo 2011 del Ministero della Salute ( SCARICA ORDINANZA), che vieta tutti i tagli di code. L’Ordinanza del marzo scorso va ad integrare e modificare il provvedimento analogo del 3 marzo 2009 (SCARICA ORDINANZA).

L’ENCI, indicato nel sito del TAR come resistente al ricorso, volente o nolente, ha pubblicato una smentita; il comunicato stampa, a firma del Presidente Balducci,  spiega la sua  posizione: “L’ENCI non resiste, anzi comprende le ragioni del ricorso“. Ci sarebbe sembrata ben strana una posizione differente!

Le modifiche apportate dalla nuova Ordinanza correggono sostanzialmente il vecchio articolo 2, trasformandolo così: “Sono vietati: a) l’addestramento di cani che esalti l’aggressività;  b) qualsiasi operazione di selezione ed incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività; c) la sottoposizione di cani a doping, così come definito all’art.1, commi 2 e 3, della legge 14 dicembre 2000, n° 376; d) gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi in conformità all’art.10 della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata con la legge 4 novembre 2010, n° 201; e) la vendita, l’esposizione e la commercializzazione di cani sottoposti agli interventi chirurgici di cui alla lettera d)”.

La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo nel lontano 13 novembre 1987 (SCARICA QUI), all’articolo 10 è molto chiara: “1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspettto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’esportazione delle unghie e dei denti. 2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente: a) se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale; b) per impedire la riproduzione. 3. a) gli interventi nel corso dei quali l’animale proverà o sarà suscettibile di provare forti dolori debbono essere effettuati solamente in anestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo; b) gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da una persona competente in conformità con la legislazione nazionale“.

Non c’è che dire l’Ordinanza, seppur con quattordici anni di ritardo, è in linea coi dettami europei.

Il TAR dovrebbe  respingere il ricorso. Eppure lo stesso TAR del Lazio nel 2009  annullò l’Ordinanza sul  benessere nei  canili del Ministero della Salute. Nel  dettaglio si trattava della Ordinanza 16 luglio 2009 (LEGGI ORDINANZA). In quell’occasione il Giudici amministrativi ritennero di accogliere (LEGGI TESTO) il ricorso presentato da un gruppo di gestori di canili.

Le code, le orecchie e le corde vocali dei cani sono in attesa di giustizia. Vera.

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