elefantino
GEAPRESS – Abusi su un piccolo elefante nella città tailandese di Had Yai, nei pressi del confine con la Malesia.

Secondo l’ONG Wildlife Friends, il documento sarebbe stato girato ieri sera.

Mostra in particolare un giovane che, con quella che parrebbe essere un spranga metallica o comunque oggetto in grado di offendere, batte ripetutamente sulla testa del povero animale.

Ad ogni offesa  corrisponde un lamento dell’elefantino.

Purtroppo nelle città tailandesi è ancora diffusa la presenza di piccoli elefanti che vengono utilizzati per scopi turistici.

Il sospetto è che molti di questi animali provengono dalla vita selvatica anche di paesi confinanti.

L’addestramento, come quello di tutti gli elefantini, è particolarmente lungo e doloroso. L’animale, per essere costretto alla cattività, viene sottoposto al supplizio di una particolare barra uncinata che serve a stimolare alcuni punti sensibili della pelle.

L’elefantino viene quindi condizionato ai movimenti dell’uomo. Prima di tutto ciò, deve essere legato e costretto ad ubidire ai comandi dell’uomo.

Nella foto elefantino della penisola indocinese, accanto al corpo della madre uccisa dal veleno.

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