cane tailandia
GEAPRESS – Sarebbero non meno di 200.000 i cani provenienti dalla Tailandia ed indirizzati alla ristorazione vietnamita. Cani che vengono catturati in strada, come rubati ai padroni. A rivelarlo è una inchiesta del  quotidiano australiano The Global Mail, secondo il quale la richiesta annua complessiva del Vietnam, sarebbe pari ad un milione di animali.

Un problema già noto, quello dei cani rubati in Tailandia ed indirizzati al Vietnam. All’esportatore frutta un guadagno di circa 10 dollari a cane, ma una volta che quest’ultimo è consegnato al macellaio e poi al ristoratore (a volte le due qualifiche coincidono) il valore può sensibilmente aumentare (vedi articolo GeaPress ).

Nella sua inchiesta il quotidiano australiano riferisce del probabile sistema di corruzione esistente alla frontiera con il Laos ed ancor di più tra quest’ultimo paese ed il Vietnam.

In Tailandia la carne di cane non è in uso mangiarla, tranne che in alcuni villaggi ai confini del paese ed a quanto pare coinvolti in questi commerci. Cani catturati e barattati anche con banalissimi strumenti in plastica di uso domestico. Un commercio basato sulla povertà delle popolazioni rurali.

Una legislazione inadeguata, anche se la polizia tailandese deve intervenire per i furti di cani padronali.

Anche questa inchiesta conferma le orrende modalità del trasporto. I cani, stipati in gabbie molto piccole, devono affrontare  un lungo e penoso viaggio, carico di sofferenza. Fino ad un migliaio di animali, caricati in un unico camion. Attraversato il fiume Mekong, ed entrati così nel Laos, i camion stracarichi di cani non hanno nulla da temere fino al confine con lo stesso Vietnam. Nel Laos, infatti, il problema non è avvertito e fino ad ora non si sono avute notizie di sequestri. Il punto frontaliero con il Vietnam maggiormente utilizzato è quello di  Cau Treo. Si paga una tassa sull’importazione di bestiame. Quanto basta, per evitare di controllare il carico. La consegna, avverrà direttamente al macellaio.

Anche in Vietnam, come in Cina, il cane viene ucciso lentamente. Come è già stato evidenziato in altre investigazioni, l’adrenalina che il povero animale libera nel corpo, servirebbe a rendere la carne più saporita.

Guardando il video diffuso da The Global Mail (VEDI VIDEO) e che riprende in parte immagini già note proprio per la Tailandia, sembrano doversi ripercorrere altre sofferenze  come quelle mostrate in un recentemente documento diffuso  dall’associazione  Animal Equality. Una inchiesta dettagliata, svolta questa volta in Cina, e che ha supposto un numero minimo di cani macellati quotidianamente, pari a circa 30.000 (vedi articolo GeaPress ).

Recentemente anche Brigitte Bardot era intervenuta sulla questione dei cani tailandesi (vedi articolo GeaPress). La polizia, a guardare il video diffuso  dal Global Mail, sembra collaborativa, pur con tutti i limiti anche di natura legislativa.

Macellazione illecita a parte, va comunque rilevato come in alcune aree di Cina e Vietnam, ma anche Corea, mangiare carne di cane è considerato un fatto normale. Un po’ come osservare, agnellini, capretti ed altri cuccioli di animali fatti a pezzi e plastificati nei nostri supermercati per l’alimentazione umana.

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VEDI VIDEO – (ATTENZIONE CONTIENE IMMAGINI FORTI)