GEAPRESS – Sta meglio il cagnolino seppellito vivo su ordine di un dirigente scolastico di una scuola secondaria di Khayelitsha, a Cape Town, in Sudafrica (vedi foto e articolo GeaPress). Il cagnetto mangia voracemente, dicono da IFAW (International Fund for Animal Welfare) presso la cui clinica veterinaria, Khayelitsha’s Mdzananda Animal Clinic, è stato ricoverato il piccolo animale.

Dalla Luhlaza Secondary School, giovedì mattina, l’ordine: prendete quel cane che da fastidio e seppellitelo in un fosso. Non è chiaro che tipo di fastidio potesse dare il piccolo cane, visto che prima dell’orrendo gesto era stato pure investito da un’automobile. All’esame radiografico, infatti, sono state evidenziate alcune lesioni dovute all’impatto con un veicolo.

Mentre il Dipartimento dell’educazione ha aperto un’inchiesta stigamtizzando l’accaduto, la polizia ha provveduto ad arrestare i due bidelli cinquantanovenni che, ricevuto l’ordine, hanno prima scavato la fossa e poi gettato il cagnolino. Qualcuno aveva visto l’incredibile scena e per questo aveva avvisato la clinica che opera in collaborazione con IFAW. Era morto, hanno detto i due bidelli all’arrivo dei soccorsi. Ed invede, da sotto terra, il cagnolino è sbucato ancora vivo. Pochi minuti e sarebbe morto, ha dichiarato IFAW.

Ancora da chiarire chi, dalla scuola, ha impartito l’agghiacciante ordine. Intanto, anche dal Sudafrica arriva la conferma che chi maltratta un animale va in prigione. In Italia sarebbe impensabile. La legge 189/04, tanto pubblicizzata per questo aspetto, non lo rende invece possibile nonostante le (teoriche) pene reclusive. In Italia anche chi colto in flagranza di reato con una pala ancora in mano dopo aver fracassato il cranio di un cane e, poi, avergli dato fuoco, può essere solo denunciato a piede libero (vedi articolo GeaPress). Uno spot pubblicitario, quello della reclusione per chi maltratta gli animali. Così commentarono gli inquirenti. 
 
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