GEAPRESS – Nei giorni scorsi ne aveva parlato l’AIDAA (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente). 3.300, stante le segnalazioni pervenute all’Associazione, i cani che in un anno sono stati maltrattati dai cacciatori. Altri 10.000 abbandonati nei canili (che qualcuno vorrebbe pure uccidere) ed infine cinquemila finiti a fucilate (vedi articolo GeaPress).

Ieri Striscia la Notizia ha mostrato l’ultimo servizio di Edoardo Stoppa girato nelle campagne innevate di Rusino, in provincia di Parma. I cani di un cacciatore di cinghiali, lasciati in alcune mini strutture fatiscenti, con l’acqua gelata, ferite, cuccioli morti e tetti crollati sotto il peso della neve. Giunto il cacciatore, alla guida di un pick up da decine di migliaia di euro, si scopre così che i cani vengono tolti dal tugurio ogni 15 giorni per andare, però, a caccia di cinghiali (il cacciatore invita anche Stoppa, che rifiuta immediatamente).

La ferita all’occhio di uno dei cani (pietosamente occultata nel filmato) è stata causata proprio da un cinghiale e comunque prima della primavera il cacciatore non farà alcun intervento sulle strutture. Queste, a ben guardare, parrebbero finanche poco attinenti con una licenza di canile. Magari potrebbero anche essere sequestrate. Se non per i maltrattamenti, quanto meno per le licenze verosimilmente mancanti.

Ma nel nostro paese può anche succedere che nei boschi sottozero di Poggibonsi, in Toscana, muoiono degli animali ed i superstiti vengano lasciati in loco senza alcun sequestro (vedi articolo GeaPress). Del resto, nel nostro Parlamento, vengono eletti parlamentari che propongono, nel caso di sequestro, di lasciare gli animali nei luoghi fino a condanna definitiva (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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