GEAPRESS – A Vancouver, in Canada, nella località sciistica di Whistler, 100 cani sono stati uccisi a coltellate e fucilate,  perchè non servivano più!
Non solo avevano anche dei costi! Quelli del mantenimento.
I cani, degli husky, erano stati impiegati per le slitte dei turisti durante i giochi invernali, a febbraio dello scorso anno. Logicamente le “gite” in slitta erano pagate profumatamente.

Una volta finite le Olimpiadi invernali, le richieste di escursioni erano nettamente diminuite. Le società che hanno fatto affari sul lavoro, e la prigionia, dei cani, la Outdoor Adventures e la Howling dogs, non avevano più bisogno di loro. Hanno, quindi, incaricato qualcuno dell’uccisione di tutti i cani, per abbattere i costi. Intanto hanno fatto  “abbattere” dei viventi colpevoli solo di essere capitati tra le grinfie di aguzzini.

Lo sterminio è durato due  giorni, per la mattanza sono stati usati coltello e fucile, solo qualche cane è riuscito a fuggire.
L’esecutore materiale è stato un operaio, incaricato dalle società. L’operaio-macellaio, a mattanza compiuta, pare abbia chiesto ed ottenuto un indennizzo “per lo stress subito“. Lui!
Non poteva essere un’esecuzione ben fatta, con un solo proiettile a disposizione per ogni cane. Ha visto scene orribili e, per dovere, vi ha posto fine” ha dichiarato il legale dell’operario-macellaio. Certo, anche i proiettili hanno un costo!

La Polizia ha avviato un’indagine per fare luce sull’accaduto. Secondo la legge canadese chi uccide o ferisce un animale rischia fino a cinque anni di prigione. E i mandanti cosa rischiano?

Gli husky massacrati erano sicuramente in buona salute, giovani e forti … e sono morti.

Sulla vicenda è intervenuta la PETA (People for Etchical Treatment of Animals) americana che non solo a condannato aspramente  quanto successo a Whistler ma ha anche lanciato un appello ai turisti a disertare tali attrazioni per non alimentare lo sfruttamento di questi cani. Con finale sconcertante. 

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