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GEAPRESS – Uno stillicidio dell’orrore quello che si è verificato in questi giorni nei pressi della strada di collegamento tra il centro abitato di Statte e la provinciale per Martina Franca, in provincia di Taranto.

Una decine di giorni addietro, a perdere la vita è stata la cagna. Più fori di proiettili tipo caccia, circondati dalle evidenti tracce della rosa dei pallini di piombo. Per il Veterinario, infatti, non ci sarebbero dubbi: quella cagna è stata puntata più volte.

Andrea Lato, volontario animalista della zona, raccoglie le prove fotografiche e denuncia tutto ai Carabinieri. Foto orrende. Il povero animale, era stato ripreso appena pochi giorni prima in compagnia dei suoi cuccioli. Ora, invece, è  in terra sforacchiato dai colpi di fucile.

Una zona ricca di vegetazione che già negli anni scorsi era divenuta oggetto di altro barbaro attentato. Un luogo di accoglienza per cani, avvolto dalle fiamme. Un incendio nella pineta  e lo stesso volontario allora accorso quale componente della Protezione Civile. Lo spiegamento delle Forze dell’Ordine fu notevole ma, secondo quanto denunciato dal volontario, nessuno si era poi preoccupato di rimuovere i poveri resti (vedi articolo GeaPress e Fotogallery).

In questi giorni, però, l’orrore è andato di nuovo in scena. “Due giorni dopo il ritrovamento della cagna – riferisce Andrea Lato a GeaPress – ho trovato uno dei cuccioli. Anche lui presentava gli stessi fori ma c’è il sospetto che qualcuno si sia accanito sul povero corpicino“.

Aumenta la frenetica corsa per le adozioni. In paese c’è un canile convenzionato che serve anche altri Comuni, ma l’emergenza randagismo è sempre alta. I volontari sono sommersi di emergenze e non sempre è possibile far fronte a tutto. Sta di fatto che cinque giorni dopo, vengono trovati gli altri tre cuccioli. Tutti presentavano la stessa tipologia di ferita.

“Sono stati uccisi in momenti diversi – aggiunge il volontario animalista – Io e gli altri volontari  abbiamo continuato ad accudirli, tentando di trovargli una sistemazione alternativa ma qualcuno ha fatto prima“.

Chi può aver commesso un fatto così grave?

La zona è priva di abitazioni, così come di allevamenti di animali. Dunque, persone infastidite che risiedono nei pressi o pastori liberi dal “problema” cane randagio, non sono presenti. Forse qualche fruitore del sentiero, generalmente percorso da escursionisti o da chi si reca a correre. L’ipotesi, però, viene ritenuta improbabile.

La speranza è che i Carabinieri possano assumere informazioni tali da rintracciare il responsabile. Il pensiero va  ai possessori di porto d’arma uso caccia. Tra le ipotesi c’è peraltro quella dell’eventuale  disturbo all’attività venatoria. Il tutto, infatti, è avvenuto subito dopo la pre-apertura della caccia ma allo stato si tratta solo di una ipotesi.

Quello che è certo è che quattro cani sono stati uccisi in pochi giorni.

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