cagnetta statte
GEAPRESS – Sarà quasi sicuramanete destinato a rimanere ignoto l’autore del maltrattamento perpetrato in danno di una cagnolina randagia di Statte, in provincia di Taranto (vedi articolo GeaPress).

L’unica cosa certa è la conferma dell’uso di un acido gettato sulla testa del povero animale.

A riferirlo a GeaPress è Andrea Lato, il volontario di Statte che si è preso cura della cagnetta, diffondendo peraltro la stessa notizia.

I fatti, occorsi il 15 maggio scorso, fecero registrare la solidarietà di alcuni cittadini che accolsero la cagnetta impaurita e dolorante che si era rifugiata in un bar della cittadina. Purtroppo, però, le indagini sembrano essere del tutto ferme; questo anche alla luce del fatto che le telecamere piazzate lungo il percorso sembrerebbero rotte o comunque inutilizzabili allo scopo.

La cagnetta, ricoverata in un ambulatorio veterinario è stata idratata e le ferite sono ormai rimarginate. Si tratta di un incrocio di pastore tedesco di probabile taglia medio grande già sterilizzata. Ha un carattere dolce e sottomesso, nessuna diffisoltà per portarla al guinzaglio.

Andrea Lato lancia ora un appello per l’adozione “affinchè – tiene a precisare il volontario – non possa tornare a vivere per strada col rischio di essere ammazzata“. L’adozione avverrà solo tramite un controllo pre-post affido (con modulo di adozione) e con intestazione tramite microchip identificativo.

Al di là dell’indiscussa gravità di quanto successo va comunque precisato che in Italia i reati di maltrattamento ed uccisione di animali non sono così potenti come è stato fatto credere. Nonostante rientrino nella categoria dei più forti reati-delitti (il “vecchio” maltrattamento era invece un reato di contravvenzione), non prevedono l’arresto in flagranza mentre la condanna divenuta esecutiva eslcude la pena detentiva essendo i tempi della “reclusione” previsti per i due reati, di gran lunga al di sotto della soglia di punibilità. In altri termini manca l’esecutività della pena. Si paga in genere una “multa”, ovvero la sanzione pecuniaria dei reati delitti che, al di là dei massimi previsti, è stata finora contestata con cifre di poco superiore ai 10.000 euro.

All’atto dell’intervento delle Forze dell’Ordine il sospetto può essere solo denunciato a piede libero.

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