cucciolo squillace
GEAPRESS – Nuovi animali colpiti dal veleno a Squillace (CZ). Dopo i cuccioli morti nei giorni scorsi e la cagna prossima al parto uccisa anch’essa dal veleno, è ora la volta di un’altro cucciolo. Si tratta di una femminuccia ricoverata dai volontari della Lega Nazionale per la Difesa del cane presso un ambulatorio veterinario. Le condizioni sono gravi ma stabili. La prognosi, ovviamente, è riservata.

E’ probabile, considerato l’evolversi degli eventi, che la cucciola sia stata vittima di una nuova somministrazione di veleno. Non polpette sfuggite alla bonifica, ma nuovamente la mano criminale che, oltre a commettere un reato, sta coinvolgendo un intero paese in una vicenda squallida e che richiederebbe una presa di posizione immediata da parte delle autorità.  Nella surriscaldata  comunicazione via internet, alcuni abitanti del paese, stigmatizzando il gesto, chiedono che non venga “condannato” una intera comunità.

Intanto, gli animali continuano a morire con una cadenza che assume contorni preoccupanti.

I volontari stanno in queste ore discutendo su come organizzare una manifestazione di protesta, invitando tutti a scendere in piazza. “Siamo stanchi di fare da “portavoce mediatici” – dichiara Serena Voci, responsabile della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Soverato  – non possiamo gestire l’emergenza da un altro paese. Le accuse sono per il criminale non per il paese ma occorre una mobilazione generale, non si può rimanere fermi“.

Intanto aumentano le preoccupazioni per quello che potrebbe succedere. La situazione a Squillace è infatti particolare. Un folto gruppo di randagi che andava attenzionato con delle sterilizzazioni. Era quello che i volontari stavano programmando, quando una mano criminale ha iniziato a spargere il veleno. Un’azione che parrebbe essere continuata in queste ore è che rischia di screditare l’immagine di un paese che, dal canto suo, ne farebbe volentieri a meno.

Denunciare quanto sta avvenendo, sembra essere rimasta l’arma più efficace in mano agli animalisti che affermano di avere più volte invitato gli amministratori ad intervenire.

Il Sindaco Pasquale Muccari, però, di salire sul banco degli accusati non ha alcuna intenzione. Raggiunto da GeaPress, il dott. Muccari focalizza su alcuni aspetti che a suo avviso contribuiscono in maniera significativa a generare il problema del randagismo nel quale si è inserita la mano criminale di chi sta uccidendo i cani. “Un gesto sconsiderato che condanniamo fermamente – riferisce il Sindaco di Squillace – un vandalismo assurdo che provoca morte tremenda ai cani“.

Squillace, però, ha un territorio molto vasto ed una situazione finanziaria grave. In sintesi, cani che vengono abbandonati lungo la strada 181 e nessun fondo in bilancio. Servizi importanti che non possono essere finanziati e randagismo dilagante.

“Il Comune – spiega il Sindaco – ha avuto un piano di riequilibrio approvato nel gennaio 2014 e già dichiarato fallito. Sono in carica da quattro mesi e non si è riusciti, per problemi legati al mercato, a vendere le proprietà del Comune. In più spendiamo 23.000 euro per pagare i canili in convenzione ai quali abbiamo consegnato, dietro referto veterinario, i cani che avevano creato problemi. Non abbiamo più soldi e chiediamo aiuto“.

Nell’immediato, afferma il Sindaco, si sono allertate le autorità competenti. “Polizia Municipale e Comando dei Carabinieri, ma vorrei approfittare per ricordare che siamo tutti allertati, ad iniziare dai cittadini di Squillace. Bisogna fermare chi ha utilizzato il veleno ma anche chi abbandona i cani. Occorre, a questo proposito, un’azione coordinata con gli altri Comuni ed un’intervento sovracomunale, come nel caso dell’ASL. Bisogna controllare i cani che stanno nelle campagne, ma da soli, come Comune di Squillace, non abbiamo i mezzi ne tanto meno possiamo pensare di tamponare il fenomeno nel nostro territorio senza considerare i Comuni circostanti e gli abbandoni che subiamo. Anche trovando i fondi per trasferire i cani in un’oasi canina, assicuro che nel giro di poco tempo arriverebbero altri randagi”.

Intanto, nell’immediato, l’invito del Sindaco è quello di vigilare e a far fronte per adottare i cani.

Un clima infuocato che ha visto peraltro additare lo stesso Sindaco di accuse pesanti. “Non voglio querelare perchè ho pensato che le accuse a me rivolte sono state generate dal clima di esasperazione dovuto agli avvelenamenti, ma non è giusto che mi si dica di essere quasi il mandate delle uccisioni. La mia preoccupazione, però, è per Squillace che non merita queste accuse per la sua cultura, la sua valenza architettonica, la sensibilità dei cittadini“.

Sui cittadini di Squillace punta ora la Lega Nazionale per la Difesa del Cane: scendiamo tutti in piazza e isoliamo il criminale. Il Comune, però, deve assumersi le sue responsabilità. Secondo Serena Voci, “il Comune era stato sollecitato ed un controllo sui cani dati in convenzione non farebbe di certo male. Gli avvelenamento, poi, erano avvenuti altre volte“.

Le richieste rivolte al Sindaco dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sono diverse. In particolare, dopo quello che è successo, la priorità non è sterilizzare, bensì chiamare tutte le associazioni per portare via dai luoghi  i cani rimasti. “Il Sindaco – riferisce Serena Voci a GeaPress – deve intervenire. L’avevamo sollecitato ad uscire con un suo comunicato. Ora, però, la tensione si è alzata e gli avvelenamenti si ripetono, il problema era noto“. Secondo la Lega Difesa del Cane, Squillace non avrebbe una situazione molto diversa da quella degli altri Comuni.

Intanto gli animalisti insistono nella loro azione. “Da soli” tengono a precisare. Pur tra mille difficoltà per la loro collocazione, i cani continuano ad essere portati via, ma il rischio è che l’avvelenatore ritorni nei luoghi.
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