GEAPRESS – A pochi metri dal Municipio. Le casette graziose di piazza Aldo Moro e poi, nella stessa piazza, un lato con piccoli orti. Da uno di questi il cacciatore quarantaseienne ha imbracciato il fucile intestato ancora al padre defunto ed a mirato su Nella, la cucciolona di colore nero centrata in testa e nella parte anteriore sinistra dalla rosa di pallini da caccia. Dava fastidio ai miei animali, si sarebbe giustificato. Non è la prima volta che succede, avrebbe aggiunto, ma gli animalisti della zona di Nella, prima di sabato 4 febbraio (i fatti sono successi martedì 7), non ne avevano mai avuto notizia. Un nuovo randagio. Una cagnetta giovane, arrivata chissà da dove. Secondo il cacciatore, dava fastidio alle galline, ai conigli e ai germani reali, non si sa bene a che titolo detenuti, in pieno centro abitato di Specchia (LE) a due passi dal Municipio. Cosa se ne faceva poi dei Germani reali, è un mistero. Il paese è piccolo e le voci si rincorrono. In piazza Aldo Moro a detenere fucili da caccia, vi sono ben sette persone e negli ambienti venatori ora non si parla d’altro.

Quando i Carabinieri sono stati avvertiti da alcuni funzionari del vicino Municipio, dello sparacchiatore di cani non vi era più traccia. Un colpo secco ed i lamenti di Nella. Di lui, del cacciatore agricoltore, non era rimasta traccia neanche nelle telecamere presenti in piazza Aldo Moro. I militari del Comando Stazione di Specchia, dipendenti dal Comando Compagnia di Tricase diretto dal Capitano Andrea Bettini, hanno iniziato così la ricerca dei detentori di fucili da caccia. La terza visita ha premiato la ricerca. Una persona con regolare porto di fucile uso caccia e con un fucile a lui intestato. Poi un altro, quello appartenuto al padre. Con questo ha sparato alla povera Nella. Non ha neanche riflettuto sul fatto che esplodere un colpo di arma da fuoco nei centri abitati è vietato.

Intanto, la cagnolona nera di Specchia continua, a distanza di ben quattro giorni dall’accaduto, ad essere sottoposta all’estrazione dei pallini. Ieri pomeriggio ne è stato estratto uno vicino alla palpebra. Nella era incredibilmente tranquilla, con il muso appoggiato nel braccio di Ilaria Chiriatti, la volontaria animalista Guardia eco zoofila dell’OIPA che si è presa cura di lei. Anzi, quel giorno, in piazza Aldo Moro, la volontaria animalista era stata allertata perché il Veterinario dell’ASL di Tricase era impegnato. Sarebbe potuto intervenire non prima di un’ora. Allora qualcuno pensa ad Ilaria che, una volta avvertita, si precipita sul posto e senza pensarci due volte carica la povera Nella in macchina e la porta dalla Veterinaria dott.ssa Ombretta Orsini.

Una situazione frequente, lamentano gli animalisti locali, quella di affrontare situazioni di emergenza da soli, senza il supporto di chi è preposto a dover intervenire. I casi più frequenti sono quelli di animali avvelenati. Bisogna fare da sé, anche se magari ci si trova davanti ad un cane che ferito o con le convulsioni di una avvelenamento, giustamente reagisce, non sempre positivamente, all’intervento del volontario che vuole soccorrerlo. E così è stato anche per Nella, tra urla e sangue, ancora una volta c’è stato un volontario che ha trovato il coraggio di affrontare l’ennesima emergenza.

Troppo presto ancora, per poter dire quale sarà il destino di Nella. La tumefazione nell’occhio ha dato segni di miglioramento, ma nulla può ancora stabilirsi sull’eventuale delicata operazione. Per il resto Nella è letteralmente crivellata. Gli inquirenti ritengono che il colpo sia stato esploso da dentro l’abitazione del cacciatore. C’è chi invece asserisce come nella parte esterna del muro sono presenti dei fori di pallini. Di sicuro lo sparacchiatore di Nella è a casa sua, libero di fare quello che vuole. L’Autorità di Polizia deciderà sul destino del suo porto di fucile.

E’ stato denunciato a piede libero (la legge non prevede arresto in flagranza o fermo di polizia) per maltrattamento di animali. Denunciato anche per detenzione illegale di armi da fuoco ed esplosione pericolosa di arma da fuoco.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati