GEAPRESS – Era provvisto di regolare porto d’armi ad uso caccia la persona che domenica mattina ha sparato ad un cane padronale…perchè lo aveva scambiato per un randagio!! Secondo le indiscrezioni pervenute a GeaPress, il colpo potrebbe essere stato sparato dal figlio, al quale il padre avrebbe ceduto il fucile per liberarsi dell’inghippo a quattro zampe.

I fatti sono accaduti a Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova. I due si sarebbero andati a scusare con il padrone del cane affermando che non avevano intenzione di ucciderlo. Il randagio da assassinare, invece, dava fastidio, secondo loro, a degli uccelli chiusi in una voliera. Il padrone di Dago, questo il nome del meticcio di circa un anno, non ha voluto sentire ragioni ed è andato a denunciare il tutto ai Carabinieri del luogo.

I reati contestati sono maltrattamento di animali ed omessa custodia dell’arma.

Proprio pochi giorni addietro, GeaPress aveva diffuso la notizia relativa ad un’altra persona, anch’essa con regolare porto d’armi uso caccia, che era stata notata insieme ad un amico (poi rilevatosi proprietario dell’arma), inseguire e sparare a dei cani randagi (vedi articolo GeaPress).

E’ incredibile il numero di cani, ma anche gatti, dei quali si ha notizia perchè impallinati dai colpi sparati da fucili da caccia. Purtroppo nella legislazione venatoria italiana non vi è alcuna disposizione che in qualche maniera condizioni il mantenimento del porto d’armi quando vengono commessi gravi fatti come quello di sparare ad animali d’affezione. Solo l’Autorità di Pubblica Sicurezza può intervenire in questi casi per la revoca. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).