GEAPRESS – Dieci veterinari e la corsia preferenziale con il NAS dei Carabinieri. Questo in sostanza l’asse portante della Task Force del Ministero della Salute sul benessere degli animali, tanto voluta dal Sottosegretario Francesca Martini. I risultati, resi noti nel corso di una conferenza stampa svoltasi lo scorso 14 luglio, parlano chiaro. Anzi parla chiaro la Martini che sottolinea come nel nostro paese sono molto diffusi, in questo settore, gli interessi della criminalità e lo sperpero di denaro. Il riferimento, evidente, è alla gestione dei canili lager (vedi articolo La Padania).

Il merito della Task Force è quello di avere creato un collegamento diretto tra i cittadini ed il NAS. Tramite un numero di telefono (06 59944035) ed una mail (tutela.animale@sanita.it) giungono, infatti, le segnalazioni di presunti maltrattamenti che vengono poi sottoposte a quello che il Sottosegretario ha riferito essere lo strumento più prezioso e preparato in Italia sul benessere degli animali. Ovvero il NAS dei Carabinieri. Il Generale Comandante, Cosimo Piccinno, nell’illustrare l’attività svolta ha voluto sottolineare come alcuni interventi, ad esempio quelli sul traffico dei cuccioli di cani, sono avvenuti in collaborazione con il Corpo Forestale, in effetti presente, tra gli invitati alla conferenza, con la dott.ssa Cristina Avanzo, responsabile del NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) del CFS. Si tratta dello speciale Nucleo creato dopo l’approvazione della legge 189/04 sul maltrattamento degli animali. Questo perché la Forestale, assieme alle polizie locali (Municipale e Provinciale), era stata indicata da un Decreto dell’allora Ministro dell’Interno Giuliano Amato (scarica il pdf), come il corpo di polizia al quale affidare prioritariamente la prevenzione dei reati specifici.

Ed invece cosa succede nella Forestale? Litigano i sindacati sul riordino di alcuni Comandi territoriali, ma tutti concordano che sono troppo pochi. Meno, dice Danilo Scipio, Segretario Nazionale dell’UGL Federazione Nazionale Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili Urbani di Roma che però, contrariamente alle intenzioni di Amato, non si occupano di animali ma di traffico, più o meno dove qualcuno, anni addietro, voleva mandare a lavorare lo stesso Corpo Forestale. I forestali italiani, dice Scipio, sono 8700. Roma ne ha di più (di Vigili Urbani). La precisazione dell’UGL Forestali arriva di rimpallo all’accusa rivolta da Andrea Laganà, segretario del Sindacato Nazionale Forestale, secondo il quale la riorganizzazione voluta dall’attuale Capo della Forestale, Cesare Patrone, rischia di far chiudere numerosi Comandi.

E nel frattempo Patrone cosa fa? Se ne va ad inaugurare un punto informativo del Corpo Forestale nello zoo di Roma il quale, più o meno contemporaneamente, annuncia di volere fare da sponsor etico agli internazionali di nuoto (!?). Se poi pensiamo che i dati di accesso al Bioparco sono positivi (e neanche poi tanto) nel momento in cui qualcuno, nel recente passato, abbondantemente ritoccò (al ribasso) le previsioni di afflussi…… in pratica un bilancio preventivo, ma con valore retroattivo. Che cosa ci fa lì, il Corpo Forestale assieme a Marco Visconti? Ovvero l’Assessore capitolino all’ambiente, dal quale ancora attendiamo una risposta degna di questo nome sul campo rom sgomberato e i cani e gatti di Roma abbandonati (vedi Speciale GeaPress). Per lui, per Visconti, il Bioparco dei dati ritoccati è addirittura un fiore all’occhiello …. Stop! Ci siamo persi.

Siamo partiti dalla Martini, passando dalla Forestale, e finendo in un campo rom.

Bene ha fatto la Martini ad aver creato un collegamento diretto con il NAS. Magari non si occupano di benessere di tutti animali, ma tendenzialmente di quelli di affezione, ma comunque ha fatto bene.

Ad essere stata disattesa, ancora una volta, è però la legge sul maltrattamento di animali, anche perché quel Decreto di Amato (piaccia oppure no) non era un passatempo dell’ex Ministro, ma era stato emanato in ottemperanza ai compiti dettati dalla stessa legge 189/04.

Alla Forestale, che ancora continua ad avere tante brave persone che si prodigano per l’ambiente e gli animali, basta il costo di un albergo per fare andare in tilt un prezioso campo antibracconaggio (vedi articolo GeaPress). Per fare intervenire i NAS dei Carabinieri (beninteso, altrettanto bravi), … basta una telefonata. Peccato, però, che per tutti gli altri animali, quelli meno d’affezione, il dimenticatoio è ormai pressoché realizzato.

Secondo il discorso che ha inaugurato il dicastero del Ministro Saverio Romano, la Forestale si dovrebbe occupare di agroalimentare (intesa la filiera …) e di una genericissima difesa dell’ecosistema. Non lo ha voluto solo lui, la strada era già tracciata, ma anche grazie a Romano i Forestali continuano ad andare negli allevamenti ad occuparsi di etichettatura e, grazie ancora a molti di loro, anche di benessere. Qui, però, negli allevamenti, già per compito istituzionalmente affidato, operano da sempre i NAS. Bracconieri ed altri “usufruitori” dell’ambiente, sentitamente ringraziano.

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