GEAPRESS – In più occasioni le Forze dell’Ordine hanno evidenziato la potenziale pericolosità delle armi di libera vendita, quali ad esempio, quelle ad aria compressa. E’ possibile acquistarle, infatti, senza alcuna autorizzazione se di energia cinetica inferiore ai 7,5 Joule.

Quella utilizzata dal cittadino 52enne di Solofra (AV), nato in Francia ma di famiglia originaria dei luoghi, era una comune pistola ad aria compressa. Con questa aveva centrato alla spalla il cagnolino dei vicini, regolarmente detenuto nella proprietà (ovvero il giardino di casa) dei suoi padroni. Un fatto grave, ancorché il soggetto aveva anche sostituito il pallino di plastica, autorizzato per l’uso in quella pistola, con altro di piombo calibro 4,5.

Ad intervenire, ieri mattina, nella frazione di Sant’Andrea, i Carabinieri del Comando Stazione Carabinieri di Solofra chiamati dal proprietario del cane, un commerciante della zona. L’animale, sottoposto ad intervento chirurgico, si è per fortuna salvato.

Le indagini dei Carabinieri, subito avviate, hanno portato alla scoperta del 52enne di Solofra che, con la sua pistola ad aria compressa aveva centrato il cane. Mal sopportava gli animali e, quello occorso ieri mattina, non è forse l’unico caso accaduto nella zona. Stante le dichiarazioni sia del proprietario del cane che dei vicini, l’uomo potrebbe già avere messo in pratica, con altri cani, l’insano gesto. Fatti presunti, che sono ora attenzionati dai Carabinieri.

Le sorprese, però, non erano ancora finite. Nella casa dell’uomo, nel corso della perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti, oltre alla pistola ed a ben 200 pallini di plastica, altri piombini dello stesso tipo di quello estratto dal cane. Trovate, inoltre, 54 cartucce per arma comune da sparo, certamente detenute in modo illegale. Tra questi quelle per pistola 38 special e per fucili.

Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino l’artigiano solofrano per i reati previsti e puniti dagli articoli 544 ter del codice penale (maltrattamento di animali) e 2 della Legge n. 895 del 1967 (detenzione illegale di munizioni da sparo).

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