cane veleno
GEAPRESS – Ventuno cani, amorevolmente accuditi da Laura Merlino, volontaria OIPA, e da un’amica animalista. Per loro, una persona con il cuore d’oro, aveva messo a disposizione un terreno in contrada Serramendola, lontano dalle abitazioni.

Tutti cani raccolti dalla strada e bisognosi di aiuto – riferisce a GeaPress Laura Merlino – Ieri, però, qualcuno ha deciso di ucciderli”.

Dei ventuno cani, finora ne sono stati trovati in vita solo sei, di cui due, ancora terrorizzati, non è stato possibile poterli prelevare. Otto, invece, quelli sicuramente morti ma i volontari sospettano che gli altri siano andati a morire nel folto della vegetazione. Nei luoghi, la Polizia Municipale ed il Veterinario ASP che ha disposto l’esame tossicologico. Secondo le prime indiscrezioni, sembrerebbe che siano stati utilizzati bocconi intrisi di una sostanza comunemente utilizzata in agricoltura. Stamane, la bonifica degli operatori del Comune, ma i volontari non intendono riportare in quel posto i pochissimi cani rimasti in vita.

Mi è caduto il mondo addosso – si sfoga Laura Merlino – Li accudivamo uno ad uno, talmente abituati a mangiare finanche dalle nostre mani. Non facevano del male a nessuno, anche perchè la zona è isolata“.

Chi può allora avere ucciso i cani di contrada Serramendola?

Gli animali erano tutti all’interno di un ampio terreno in buona parte recintato dove, a volte, si registrava la sconfinamento di alcuni pastori. E’ questa una delle ipotesi avanzate, che  probabilmente rimarrà tale.

Tutti i cani erano ben curati e sterilizzati. Nel passato sono arrivati ad essere una quarantina ma poi, l’instancabile lavoro dei volontari, era riuscito a ridurre il numero, grazie alle adozioni.

Il primo ritrovamento di un cane avvelenato è avvenuto ieri mattina intorno alle 10.30. Si trattava di “Ciuffo”. Poi, man mano che i volontari si sono inoltrati nell’area, gli altri ritrovamenti. Particolarmente commovente quello del cagnolino “Brutus”. Per fortuna non aveva ingerito il veleno, ma è stato trovato accovacciato sul compagno di giochi preferito, ormai morto. Con una zampa gli cingeva il torace. “E’ stato Brutus a farci trovare gli altri cani – riferisce Laura Merlino – Lo tenevo vicino a me, ero terrorizzata che potesse trovare altre esche. Uno ad uno, guidati da Brutus, abbiamo scoperto otto cani. Erano andati a morire tra la vegetazione“.

Stamani il Comune ha provveduto al prelievo dei corpi.

Chi ha compiuto un gesto così scellerato non deve averla vinta – aggiunge Laura Merlino – Bisogna denunciare queste cose, non abbassare mai la guardia.”

L’uso di sostanze velenose è purtroppo ancora largamente diffuso nel nostro paese. Di facile reperibilità, sono veramente alla portata di tutti. Per alcuni di questi veleni, il rischio non è solo per gli animali, ma anche per l’uomo. Basta già un contatto accidentale con un’escha, ed il principio tossico può veicolarsi nell’organismo umano, specie toccandosi le mucose.

Quanto successo a Siracusa, è forse ancora pià grave di uno dei tanti avvelenamenti che avvengono con cadenza quotidiana in varie parti d’Italia. L’avvelenatore, riferiscono i volontari, è intervenuto in maniera sistematica, chiamando i cani ed offrendogli il boccone. Non un solo cane, ma ben ventuno. Quelli più vivaci si sono allontanati, diffidando di una presenza estranea. Gli altri, invece, hanno trovato la morte.

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