GEAPRESS – Il grave fatto è avvenuto lo scorso sette maggio, ma la condanna è di ieri. Due mesi di prigione e, stante quanto riportato da tutti i giornali di Singapore, deve intendersi proprio il carcere e non la condanna reclusiva virtuale come quella prevista dalla legge 189/04 italiana nei casi sia di maltrattamento che uccisione di animale. Nel nostro paese salvo che nel caso di gravi e recenti precedenti penali, è impossibile scontare un solo giorno della pena reclusiva di cui eventuale condanna. Le pene previste sono al di sotto della soglia di punibilità.

Lin Chuan (nella foto), di anni 32, ha prima legato una corda attorno al collo di una gatta di quattro anni. Poi l’ha trascinata per un lungo corridoio ed infine l’ha appesa dal balcone di casa. La povera gatta si è dimenata cercando di salvarsi la vita, ed è stata per questo notata da un vicino. Al giungere della Polizia, non vi era però più nulla appeso. La povera gatta è stata trovata, ormai esanime, in un canale di scolo dell’acqua dietro la casa di Lin Chuan, mentre la corda nera con la quale l’avrebbe seviziata è stata rinvenuta dietro il frigorifero di casa.

Chuan, che ha un altro carico pendente per furto e per il quale rischia sette anni di prigione, è stato condannato per le sevizie che hanno comportato la morte dell’animale. Due mesi di prigione su un massimo di un anno previsto dall’ordinamento giuridico di Singapore e 10.000 dollari di multa. Una volta arrestato ha confessato tutto, ivi compresi i particolari della tortura avvenuta tra le mura di casa.

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