GEAPRESS – Senza tregua alcuna. Sicuramente una delle maggiori emergenze in tema di salvaguardia degli animali in Italia. Animali e non solo, visto che gli avvelenamenti tramite distribuzione di polpette trattate, sono fenomeni ormai quotidiani ed evidentemente sottovalutati. Questo anche alla luce dell’intervento dell’allora Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Poco prima di reiterare l’ormai famosa, quanto inapplicata, Ordinanza (SCARICA ORDINANZA) contro gli avvelenamenti, aveva sottolineato come le principali inadempienze erano riferibili ai compiti attribuiti ai Sindaci e ai Servizi Veterinari delle ASL. Questo perché, riferì sempre la Martini nelle Linee Guida che precedettero di poco il reitero dell’Ordinanza, “non sempre adottano tempestivamente e puntualmente le misure stabilite dall’Ordinanza. In particolare viene frequentemente disatteso l’obbligo di bonifica dell’area interessata e di intensificazione dell’attività di controllo“.

A guardare cosa succede ancora in giro, sembra proprio che poco sia cambiato. L’ASS 6 di Pordenone ha, però, lanciato l’allarme. Nei primi mesi dell’anno, già una ventina di casi. Pericolo per i cani e per la salute pubblica. Polpette farcite di chiodi e vetro, invece, sono state trovate a Pinerolo (TO). Forse opera dei ladri di case, dicono in loco. Poi Pietrelcina (BN) dove il Sindaco è in questo caso intervenuto bonificando i luoghi e raccomandando ai proprietari di cani di applicare sempre la museruola.

L’ultimo caso viene registrato a Termini Imerese, in provincia di Palermo. Già nel recente passato altri avvelenamenti erano avvenuti nella zona del porto ed ora nella centralissima piazza Duomo. Il corpo di un cane (vedi foto), noto ai più come animale tranquillo, è stato ora trasferito a cura delle Guardie Ambientali presso l’Istituto Zooprofilattico di Palermo. Attesa ancora la bonifica da parte del Sindaco.

Una situazione ormai ricorrente che, dopo la manifestazione del popolo in nero dello scorso gennaio (vedi articolo GeaPress), si sta cercando di contrastare ulteriormente organizzando un pullman. Le Guardie Ambientali vorrebbero così sensibilizzare i Sindaci della Sicilia, portando la protesta direttamente nei luoghi degli avvelenamenti.

Vogliamo – ha dichiarato a GeaPress Giuseppe Purpi, Responsabile delle Guardie per l’Ambiente – non solo far rispettare la legge ma chiedere alla Regione di istituire un tavolo permanente per tutelare i nostri randagi“.

Recentemente, in provincia di Palermo, si sono registrati altri casi a Casteldaccia (vedi articolo GeaPress), Carini e Trappeto (vedi articolo GeaPress).

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