GEAPRESS – Arrivano con le onde, forse. Di questi cani, infatti, poco o nulla si saprà. Sono stati trovati in due spiagge in opposti versanti della Sicilia. Il primo a Palermo, vicino la foce del canale Favara, a pochi decine di metri dal porticciolo di Acqua dei Corsari. Il secondo, invece, nella bella spiaggia di Siculiana, in provincia di Agrigento. Entrambi presentano segni della permanenza in acqua ma quello di Siculiana sembra proprio potere essere stato torturato. Almeno così denunciano i volontari del posto che hanno presentato un denuncia ai Carabinieri.

Potrebbero essere cani rubati, magari identificabili nel caso fosse accertata la presenza del microchip. Potrebbero creare un problema sanitario, e fosse solo per questo andrebbero tolti dalla spiaggia. Ma soprattutto potrebbero essere il frutto di un maltrattamento, di una violenza con esito mortale come ancor di più parrebbe per il cane di Siculiana. Torturato con l’asportazione di parte dei genitali. Il cane di Palermo, invece, presentava una corda con un evidente cappio, ma era già staccata dal corpo. Chissà.

A Siciliana è dovuta intervenire, già domenica scorsa, l’UGDA (Comitato Ufficio Garante Diritti Animali). La Presidente Paola Suà, aveva subito cercato di mettersi in contatto con le autorità comunali, ma solo stamani è riuscita ad assicurarsi una promessa di intervento dei Vigili Urbani.

Ho cercato più volte di mettermi in contatto con il Sindaco e con la Polizia Municipale – ha riferito a GeaPress Paola Suà – così come ci avevano suggerito i Carabinieri, ma solo stamani ho avuto assicurazioni in merito“.

Il cane, però, potrebbe essere stato nel frattempo seppellito. E’ la fine migliore nel caso di eventi di questo genere. Il loro smaltimento costa, figuriamoci poi, trasportarli per le analisi autoptiche. E’ probabile pertanto che nessuno saprà mai il perché di quella morte. Se nella zona, ad esempio, è stato sparso veleno, oppure se c’è in giro un sadico che li maltratta.

E’ assolutamente inconcepibile – ha riferito la Presidente dell’UGDA nella lettera inviata al Sindaco di Siculiana – che in un paese che voglia dirsi civile avvengano atti di tale barbarie. Confido nel Sindaco affinché sia il primo ad attivarsi quale responsabile, secondo la legge, del rispetto della normativa in tema di tutela degli animali. Mi auguro – ha concluso Paola Suà – nel caso venga individuato il colpevole, che il Sindaco voglia far costituire il suo Comune come parte civile“.

Per il cane di Palermo, invece, è probabile che non dovrà sapersi nulla di più della foto scattata domenica scorsa. L’area è del tutto inaccessibile ai mezzi motorizzati. Si raggiunge solo via mare, o, a piedi, dal porticciolo di Acqua dei Corsari.

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