GEAPRESS – Del cane di Sezze, in provincia di Latina, si è saputo appena. Morto, anzi ucciso. Centrato da due colpi in fronte. Non si saprà mai nulla di più. Se cioè trattasi di due proiettili sparati con due diversi colpi di arma da fuoco, oppure dei due soli fori visibili, dovuti allo sparo di una rosa di pallini.

Da quelle parti – riferisce a GeaPress Francesca Federici, una volontaria del posto – già la gestione del randagismo non è sempre chiara. Figuriamoci potere risalire a chi ha ucciso il cane“. Cani randagi che vanno (in un canile convenzionato di altra provincia) e cani randagi che arrivano, come i due di Sezze Scalo. Uno, domenica mattina, è stato trovato morto. Dell’altro, invece, non si ha più notizia.

Ad occuparsi dei cani randagi di Sezze, sono in quattro, massimo cinque persone. Poi c’è Francesca, che si occupa dei contatti internet. Con il suo impegno cerca un’adozione, in genere vicina, per potere meglio controllare i cani affidati. Domenica mattina, invece, l’allarme. A Sezze Scalo hanno sparato contro i cani. Sono morti tutti e due, anzi no uno solo, ci sono pure le fotografie. Francesca  viene a sapere con un po’ di ritardo di quanto accaduto. Il cane è già stato portato via.  Inizia la ricerca della volontaria. E’ una signora del luogo, non ha molto dimestichezza con il computer. Poi interviene la figlia, ed arrivano le foto del povero cagnolone. Quattro cinque anni al massimo. Riverso in terra, con gli occhi spalancati.

Di lui non si saprà mai niente. Da dove veniva o se ha mai avuto un nome. Di sicuro ha ricevuto due colpi in fronte, o meglio: due proiettili con foro visibile in fronte. Fine di un cane. Prelevato poco dopo.

Li avevamo segnalati alla Polizia Municipale – aggiunge nel suo racconto Francesca – ma in genere cerchiamo di provvedere tra noi. Grazie all’aiuto di un Veterinario, li facciamo sterilizzare. In un canile? Forse – conclude Francesca – ma almeno prima era a Sezze, ora non più“.

Qualche voce gira. Forse nel passato delle velate minacce. Ma chi ha deciso di porre fine alla vita del povero cagnolone, rimarrà quasi sicuramente impunito. C’è chi suggerisce di controllare i detentori di porto d’arma di Sezze Scalo. Non sono poi in molti, dice qualcuno. Chissà se è possibile risalire all’arma usata.

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