cane sessa aurunca
GEAPRESS – Maltrattamento, con fine fortunata, per la cagnolina randagia di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta. Mani scellerate le avevano legato attorno al collo un fil di ferro. Un danno voluto, dal momento in cui il suo torturatore le aveva bloccato il nodo con un fiocchetto, sempre dello stesso fil di ferro.

Con una ferita ormai orrendamente approfondita nella carne, la cagnolina è così apparsa nell’Agriturismo di Sessa Aurunca dove erano in corso i festeggiamenti per la Prima Comunione del figlio di Paola Volpe, meglio conosciuta come “Animalista x Sempre”. Quale migliore coincidenza?

Al ricevimento c’era peraltro un Medico Veterinario. Di fatto un po’ tutti si sono precipitati sulla povera “Pepita”, così è stata chiamata la cagnolina. “La presenza del Veterinario – ha dichiarato Paola Volpe a GeaPress – è stata ovviamente molto importante. La cagnetta, che soffre pure ad un occhio, è stata in via precauzionale bloccata per la bocca ed in tal maniera le sono state praticate le primissime cure, proprio nel giorno della Prima Comunione di mio figlio“.

La cagnolina è ora accudita dai volontari, che stanno altresì eseguendo la terapia prescritta dal Veterinario.

Un problema, quello del recupero dei randagi, che sembra non finire mai. Paola Volpe come la sua amica Anna Grella, dell’associazione “Anime di Strada” ne hanno visto di tutti i colori. Quello di “Pepita” non è peraltro il peggiore caso nel quale si sono imbattute. Un territorio difficile, caratterizzato anche da strutture private di accoglienza a pagamento, dove però i volontari non sono sempre ben accetti. Poi gli episodi  di diffuso maltrattamento. Uno dei casi più penosi avvenne qualche tempo addietro. Un grosso cane, di circa dieci anni, che aveva trascorso  la vita legato ad un bidone da una corta catena. Recuperato dai volontari, aveva bisogno di particolari precauzioni prima di coricarsi. “Sotto la schiena bisognava sistemare i cuscini – ricorda Paola Volpe – questo perché era tutta arcuata“.

Un lavoro pesate e di certo l’ennesimo intervento nel bel mezzo dei festeggiamenti di una Prima Comunione, deve essere suonato in maniera quantomeno singolare. Stanchezza e sfiducia per l’assenza, spesso, delle istituzioni. Di fatto è vietato distrarsi anche nel giorno di festa del proprio figlio.

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