GEAPRESS – Di lui si conosce molto poco, se non lo sguardo dolce e un po’ triste dei suoi occhi ed il colore nero del mantello. Poi, più o meno all’improvviso,  è comparso a Senorbì, in provincia di Cagliari.

Di certo non può essere stato un randagio. Un padrone deve averlo avuto, fin troppo stretto.  Il collare metallico, infatti, era ormai avvolto dalla carne.

Una scena agghiacciante alla quale si è aggiunta la pena non solo di non riuscire subito a catturarlo, ma anche di dovere combattere contro l’immancabile burocrazia.

Per fare intervenire il Veterinario pubblico, infatti, occorreva un fax del Comune. Il tempo però passava e quel cane terrorizzato, con l’orrendo ammasso di carne ed anelli metallici, rischiava  di perdersi per le campagne. Quegli stessi luoghi, cioè, dove probabilmente, fino ad allora, era stato costretto. Poi, forse, la catena deve aver ceduto ed il cagnolone nero è comparso tra le case di Senorbì. Immediato, a questo punto, l’intervento delle volontarie del luogo.

Per riuscire a prendere il povero cane, le volontarie sono così  ricorse ad un Veterinario di fiducia che ha dovuto ricorrere, però, alla sedazione. Terrorizzato, si teneva infatti molto distante dall’uomo. Forse qualche ragione doveva pur averla.

E’ stata una scena tremenda – riferisce a GeaPress una  volontaria di Senorbì – Il Veterinario ha dovuto rompere uno ad uno gli anelli e cercare così di poterli sfilare dalla carne. Se non si vede – aggiunge la volontaria – assicuro che è impossibile crederci“. Infine, dopo un lungo intervento, il cane è stato finalmente liberato. I volontari non sono in molti e fanno fronte, con una forza da leone, ad  una situazione del randagismo descritta a tinte fosche. Il cane è ora  presso un canile. “Purtroppo”, dicono le volontarie, ma non abbiamo più posto per uno stallo temporaneo.

Chi ha soccorso il cane, non è  costituito in associazione ed il gruppo di aggregazione di chi, tra lavoro famiglia ed impegni di studio, si prodiga per quei cani è la realtà di “Cani Sciolti Sardegna”. Un nome che, in questo caso, suona senz’altro come auspicio. Forse per la prima volta nella sua vita, quel cane, infatti, è finalmente “sciolto”.

Domani saranno noti gli ulteriori responsi dal Veterinario. La speranza, per i volontari, è di poterlo dare prima possibile in adozione. Fuori dal canile, cioè. Per una libertà che di certo non deve mai aver goduto.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati