GEAPRESS – Nica, una randagia di Bernalda (MT), gironzolava già da qualche giorno, le condizioni erano terribili, un orecchio penzoloni, una corda stretta al collo forse quando era ancora cucciola, ferite sanguinanti.

Si era avventurata anche al centro cittadino, qualcuno l’ha vista aggirarsi nel corso, poi timorosa si era rifugiata in periferia, refrattaria, giustamente, ad ogni contatto con gli umani.

Una volontaria è riuscita ad individuarla e con pazienza ed amore si è conquistata la sua fiducia. Acqua, cibo e poi di corsa dal veterinario.

Nica, il suo nuovo nome è un omaggio alla volontaria che l’ha salvata,  ha  due ferite profondissime al collo, dovute alla corda che è penetrata profondamente nella carne, che è in putrefazione,  ed un orecchio quasi totalmente reciso.

Ora sta al caldo, circondata da affetto e cure, ma la prognosi è riservata.

Nica non è la prima cagnetta trovata in queste condizioni a Bernalda, negli anni scorsi ci sono stati altri salvataggi di cani con corde o collari di ferro profondamente penetrati nella carne, evidentemente l’abitudine di abbandonare cani cuccioli con tutto il collare è ben radicata. Forse qualcuno di questi  è riuscito a liberarsi da una prigionia alla catena, non riuscendo, poi, a liberarsi dal collare. Nella periferia cittadina , inoltre, più volte sono stati salvati cani con le zampe intrappolate nei lacci dei bracconieri.

Certo non è un bel posto per viverci da randagi ed anche da vitelli (vedi articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).