GEAPRESS – Anche il cucciolo scampato alla strage dei cani sgozzati di San Vito dei Normanni (vedi articolo GeaPress ) ha un taglio alla gola. Se ne sono accorti nei giorni scorsi i volontari che hanno tentato di allontanarlo dal luogo del misfatto, assieme a due cagne adulte.

Una macchia rosso sangue ed un taglio che però, finchè non sarà visitato  da un Medico Veterinario, nulla può dirsi. In linea teorica, sperano quasi i volontari,  potrebbe essere stato un oggetto appuntito che di certo, in un luogo caratterizzato dalla presenza di materiale vario, non può escludersi.

Pochi dubbi, invece, per i tre cuccioli trovati morti. In questo caso un primo esame è stato compiuto da un Medico Veterinario dell’ASL. Sgozzati, in due casi, ed una lacerazione al ventre per il terzo cagnetto. Certo che pensare ad un incidente per tutti i cuccioli è cosa difficile.

Quello che invece sta risultando impossibile è il recupero del quarto cucciolo e delle due cagne adulte. Di fatto sono inavvicinabili. Anzi, in questi giorni, hanno riservato note di apprensione. Da domenica e fino a questo pomeriggio, infatti, dei cani scampati alla strage non c’era più traccia. A nulla sono valsi i sopralluoghi dei volontari. Una “scomparsa” che ha impedito agli accalappiatori di trasferire i poveri animali in un luogo più sicuro. Anzi, secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, parrebbe che il vecchio casolare di campagna dove sono stati rinvenuti i corpi, a breve potrebbe essere sequestrato. Questo a causa dei cospicui quantitativi di eternit rinvenuti nel luogo. Di sicuro un elemento di difficoltà in più, visto che per accedere ad un luogo posto sequestro, occorre sempre l’autorizzazione dell’Uffico preposto. Diverso, se trattasi di sequestro amministrativo (potrebbe essere il Comune) o penale. In quest’ultimo caso occorre l’autorizzazione del Magistrato.

Non era mai successo che i cani si fossero allontanati per tutti questi giorni – riferisce a GeaPress Marzia Zito, la volontaria che ha trovato i cuccioli morti – Non so cosa pensare ma sul quarto cucciolo sarebbe opportuno poter visionare la ferita, sia per curarlo ma anche per capire cosa esattamente è successo“.  Sulla stessa linea d’onda è Cosimo Quaranta, Capo Nucleo delle Guardie del WWF di Brindisi. “Occorre essere cauti e cercare qualche elemento di riscontro per avvalorare una tesi piuttosto che un’altra – riferisce a GeaPress Cosimo Quaranta – Di certo non è  ancora possibile capire cosa esattamente sia successo in quel luogo“.

Da quando sono stati trovati i cani morti, ovvero il 30 dicembre scorso, una misteriosa sorte sembra però essersi accanita sulla possibilità di un  prelievo di quelli superstiti. Fino a stamani, infatti, c’erano gli accalappiacani. Il cucciolo con la ferita alla gola e le due cagne adulte, sono ricomparsi solo questo pomeriggio.

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