GEAPRESS – Sono stati rimossi nella giornata di ieri i corpi dei tre cuccioli trovati uccisi l’altro ieri nei pressi di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi (vedi articolo GeaPress ). Su quanto può essere successo rimane confermata solo la modalità di uccisione. Sgozzamento nel caso di due animali e lacerazione, sempre con probabile utilizzo di un coltello, del ventre del terzo cagnolino. Metodi che sarebbero stati confermati  anche dai Veterinari dell’ASL intervenuti nei luoghi. Ieri la Polizia Municipale di San Vito dei Normanni si è nuovamente recata nel casolare della morte. Nessun indizio sarebbe stato rilevato, anzi ad essere stata verbalizzata è solo la presenza di eternit in cattivo stato di conservazione.

Secondo le Guardie WWF di Brindisi, dirette da Cosimo Quaranta, è probabile che l’uccisione degli animali non sia avvenuta nel punto ove sono stati trovati. Si tratta, come ormai noto, dell’uscio del casolare di campagna. Difficile capire come l’autore dell’efferato gesto si sia potuto avvicinare ai tre cani. Si trattava, infatti, di animali molto diffidenti e di fatto inavvicinabili. La tesi di una sedazione, magari con l’utilizzo di appositi bocconi, appare improbabile. I tre cuccioli, però, potrebbero essere stati bloccati da chi poi li ha uccisi, all’interno di una delle stanza del casolare. Solo dopo la morte, come una minaccia, sono stati riposti all’entrata dell’edificio.

Una ipotesi che sembra plausibile anche a  Marzia Zito, la volontaria che domenica pomeriggio ha fatto la tremenda scoperta. “Sono rimasta impietrita – riferisce la volontaria a GeaPress – non sapevo neanche che fare. Ho poi chiamato le Guardie del WWF ed un’amica“. La notizia arriva così a Torino, dove opera una volontaria che si occupa delle adozioni in loco. Anche Antonella Solomita, questo il nome della seconda volontaria, non sa fornire alcuna spiegazione logica per quanto successo. Non c’è molto tempo per riflettere e l’attenzione, domenica pomeriggio, era già rivolta ad una quarto cucciolo. E’ stato rintracciato solo ieri. E’ nei pressi, ma anche lui è inavvicinabile.

Sia i volontari che le Guardie WWF confermano come nelle prossime ore si tenterà il trasferimento sia del cucciolo che delle due femmine adulte che vivono nei luoghi. Anche i tre uccisi, però, avevano trovato una sistemazione. Dovevano andare a Pisa, ma in loco non erano arrivati aiuti per uno stallo. Nel frattempo ha provveduto il loro assassino.

Ma chi può essere costui? In realtà sembra che nessuno abbia un’idea precisa. Mai un minaccia, anzi lo stesso luogo era frequentato da altri volontari. “Avevo trovato i piatti con il cibo – precisa Marzia Zito – ed avevo pure lasciato un cartello. Ancora, però, non vi era stato un contatto“. Di certo nessuna minaccia era stata avanzata. Nessun malumore con le persone del posto. Del resto il casolare abbandonato è proprio vicino la strada provinciale e solo l’asfalto era sembrato essere l’unico problema da affrontare con urgenza. Il rischio, cioè, che i cagnolini potessero finire sotto le ruote di un’automobile. Una cagna del gruppo aveva già fatto quella fine.

Le case più vicine, tutte restrosanti al casolare, non sono comunque molto vicine e nessuno aveva mai protestato per la presenza di quei cani. Chi ha allora ucciso in maniera così tremenda i poveri cani?

Secondo Cosimo Quaranta, il metodo utilizzato è decisamente insolito. “Cani avvelenati, bastonati, oppure centrati da colpi di arma da fuoco sono già capitati – riferisce il Responsabile delle Guardie del WWF – ma quella maniera è inedita“. Nessun precedente, dunque. “Di fatto ogni ipotesi è prematura – riferisce Cosimo Quaranta – Occorreranno approfondimenti e perlustrazione dei luoghi“. La ricerca di un segnale, un possibile indizio di una tensione esistente e magari mai manifestata. Un minimo di traccia che possa giustificare la minaccia per i volontari o l’azione di un sadico.

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