GEAPRESS – E’ un cacciatore con regolare licenza di anni 78 anni ed a quanto pare portatore di strumento acustico. Non ha voluto compiere quel gesto e questo per la contestazione del reato, è un problema. Il maltrattamento di animali, infatti, colpisce la condotte dolose e non colpose.

I fatti sono successi ieri mattina a San Miniato, in provincia di Pisa. L’anziano cacciatore, di rientro da una battuta di caccia, avrebbe legato il suo segugio, di circa otto-dieci anni, al gancio della sua Fiat panda. Poi, verosimilmente, se ne è scordato. Messosi alla guida dell’auto, ha preso la direzione di San Miniato, dove è arrivato con il povero cane sanguinante ed il portellone posteriore aperto.

L’uomo, secondo quanto riferito a GeaPress dal Capitano Dario Pancanti, Comandante delle Polizia Municipale di San Miniato, una volta fermato dalle persone, era affranto. Un cane, a quanto pare, al quale era affezionato e rilevatosi lungamente utile all’attività venatoria. Un atto di negligenza, sicuramente. Del resto in molti hanno riferito di una scia di sangue portata fino in paese. Chi, volendo uccidere un cane, si comporta in tale maniera? Niente dolo dunque e pertanto niente maltrattamento di animali. Quale è allora il reato da contestare? La legge sul maltrattamento, nei reati delitti previsti, tra i quali quelli di maltrattamento ed uccisione di animali, è stata privata delle ipotesi di colpa, ovvero messe in atto senza volontà.

Un fatto, questo, che potrebbe portare all’archiviazione, stante notizie diffuse dalla stampa, del fascicolo aperto contro altro cacciatore, in questo caso di Desenzano in provincia di Brescia. Il sig. Mario, che seppellì vivo, ma senza accorgersene, il proprio cane poi trovato e recuperato dalla Polizia Municipale.

I fatti di San Miniato sono successi ieri mattina.

Il povero cane, ricoverato presso un ambulatorio veterinario, è già stato operato una prima volta. Il Medico Veterinario, però, non ha escluso la possibilità di un secondo intervento, specie per ricostruire le parti lacerate. Più suture sarebbero state eseguite ed al cane sono attualmente somministrate flebo ed antibiotici. Il pericolo è quello di necrosi ed infezioni.

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