GEAPRESS – Secondo l’Associazione Sammarinese Protezione Animali (APAS), l’avvelenatore agisce indisturbato da anni. Su di lui ci sarebbero dei sospetti, a quanto pare già a conoscenza delle Autorità. Evidentemente, però, non si riescono a trovare le prove sufficienti. Dal 3 maggio, comunque, l’Autorità sanitaria di San Marino ha decretato lo stato d’allerta, anche se l’APAS chiede l’emenazione di una Ordinanza sul modello di quella italiana, voluta dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Gli avvelenamenti di maggio sono iniziati in via delle Carrare, nel versante sud della piccola Repubblica a non oltre un chilometro in linea d’aria dall’Italia.

Il 13 maggio, nel corso di un tavolo tecnico, le Autorità di San Marino hanno stabilito un protocollo di intervento e subito dopo l’APAS ed altre Associaoni si sono messe alla caccia del veleno. Dalle 9.00 alle 13.00, partendo da via dell’Ovo, proseguendo su via delle Carrare. I risultati non sono mancati. Sorte di “cartocci”, ormai rinsecchiti e lardo. Tutto consegnato per le analisi che, secondo l’APAS, avrebbero già indicato il probabile veleno: endosulfan (vedi, sotto, la scheda di GeaPress)

Tutto concluso? No. Anzi peggio. A San Marino, ieri, si è dovuta sospendere una mostra cinofila. Il motivo? L’avvelenatore aveva fatto di nuovo un giretto ed il risultato si è subito notato. Due cani, in passeggiata con i loro padroni, sono morti nel giro di mezz’ora dai primi sintomi. Un terrier ed un dalmata, la cui proprietaria, dopo la morte del cane, è stata colta da malore ed è stata ricoverata in ospedale. Un terzo cane, invece, è attualmente oggetto di cure veterinarie.

L’APAS, per questa sera, ha annunciato una fiaccolata con partenza in Via Gino Giacomini e arrivo allo Stand della Murata. Organizzata anche da singoli cittadini e altri Associazioni, la fiaccolata avrà lo scopo di sensibilizzare la popolazione e chiedere alle Istituzioni di intervenire con efficacia in questa emergenza.

COSA E’ L’ENDOSULFAN

si tratta di un idrocarburo clorurato, sottogruppo dei ciclodieni. Prodotto negli Stati Uniti fin dagli anni 50, il suo uso prevalente è quello agricolo. La sua azione, infatti, e di potente insetticida e acaricida. In generale, però, viene utilizzato nella protezione dagli attacchi parassitari, sia di piante vive, come nel caso dei coltivi, che morte, come nella conservazione del legno.

La sua azione non è esclusiva contro insetti ed acari, ma colpisce indiscriminatamente altre classi di animali, tra cui gli stessi mammiferi (…uomo compreso.). La sua pericolosità nel risalire la piramide alimentare (dal vegetale trattato, agli erbivori fino ai predatori e superpredatori) è amplificata dalla capacita dell’endosulfan di essere un bioaccumulatore. Si può, in altri termini, conservare nell’organismo, in specie nei grassi, senza manifestare effetti dell’avvelenamento, ed aumentare la sua concentrazione a causa di successivi apporti. Questo perchè il veleno ha un vita biologica lunga, dal momento in cui l’organismo non lo smaltisce velocemente. In altri termini se ne entra di più di quanto ne esce, gli effetti dell’avvelenamento, superata la soglia critica, possono giungere successivamente, ovvero in forma cronica. Agisce sul sitema ormonale e può causare tumori, disturbi del sistema nervoso, e anomalie nello sviluppo fetale.

Agli inizi del 2000 le autorità americane ne hanno vietato l’uso e nell’aprile 2011 la Convenzione di Stoccolma, chiamata ad esprimersi sugli veleni organici persistenti, ne ha decretato il bando a livello mondiale. Rimarrà in circolazione, però, almeno fino alla metà del 2012 (eccetto che per quesi paesi che ne hanno già da tempo decretato il divieto totale, UE compresa) ma alcuni usi saranno consentiti fino al 2017. Nel corso dei lavori delle parti della Convenzione di Stoccolma, le principali opposizioni al bando sono pervenute da quei paesi dalle forti economie emergenti, dove ancora l’agricoltura ha una peso considerevole. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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