GEAPRESS – Una fiaccolata molto partecipata ed anche un pç arrabbiata. Si evince dallo stesso comunicato dell’APAS (Associazione Sammarinese Protezione Animali), dopo i ripetuti casi di avvelenamenti culminati con la morte, sabato scorso, di alcuni cani di una mostra cinolfila. I padroni li avevano portati a sgambettare, e l’avvelenatore aveva evidentemente distribuito, ancora una volta, il veleno.

Secondo l’APAS si tratta di un fenomeno che va ormai avanti da anni. Il 3 maggio scorso la dichiarazione dello stato di allerta emesso dalle Autorità della Repubblica di San Marino. Subito la ricerca del veleno, alla quale hanno partecipato i volontari dopo che, nel corso di una riunione tecnica, era stato definito un protocollo di azione. Dall’esame di laboratorio delle esche ritrovate, parrebbe che il veleno sia l’Endosulfan (vedi scheda in articolo GeaPress).
I manifestanti si chiedono ora quante altre morti devono ancora capitare prima che si prendano provvedimenti decisivi. Tra le tante fiaccole, molti messaggi significativi. Un cartello “gridava” che il rispetto della vita è un valore non negoziabile, così come, nelle mani di un bambino, un’altra scritta così recitava: “nessun cane dovrà ancora morire per l’assenza delle istituzioni“.

Quello che chiede la protezione animali di San Marino, però, è il fermo dell’avvelenatore (a quanto pare un nome, nei giorni scorsi, era circolato) ma anche che le Forze dell’Ordine vengano messe in condizioni di svolgere le loro indagini con strumenti più efficaci ed incisivi. Verosimilmente, la legislazione di San Marino, deve avere qualche cosa in comune con quella italiana … (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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