GEAPRESS – Il regista Guo Ke lo ha girato affinché si sappia la verità, in Cina vengono mangiati, mediamente, 10mila gatti al giorno, soprattutto in inverno.
Viene da pensare a quanti agnelli si mangiano al giorno in Italia, quanti in Europa. E di conigli quanti se ne consumano? L’abitudine alimentare ci fa inorridire sui consumi alimentari di altri popoli e ci porta ad essere tolleranti  sui nostri.
Il giapponese  medio trova disgustoso assumere latte o mangiare formaggio, tu europeo mangeresti un formaggio fatto con latte di donna, con latte umano?

Ma almeno i gatti, in Italia sarebbero protetti dalla legge sul randagismo, almeno loro qui da noi non si potrebbero mangiare, anche se qualche pseudo – cuoco  in una trasmissione RAI, la TV pubblica italiana, diffondeva ricette per mangiare la carne di gatto, anche se i gatti in Italia si mangiavano e si mangiano.

Ha coraggio il regista,  in una terra dove i diritti umani sono negati, dove il dissenso è censurato e punito con la reclusione (come dimostra la attuale prigionia del neo Nobel per la pace), a documentare, rinnegandola, un’usanza alimentare radicata nei secoli.

Usando una telecamera nascosta, il regista si è recato in numerosi ristoranti  filmando la gente che ordinava e che mangiava, la carne di gatto.

Liu Xiaoyun, un cinese salvatore di gatti, ha raccontato che una volta ha acquistato un carico di gatti catturati e destinati alla macellazione, pagando 5mila yuan (circa 500euro, bella somma per la Cina!) per poi liberarli.
Un gruppo di animalisti ed avvocati cinesi hanno proposto una legge che prevede multe e detenzione per chi vende o si ciba di carne di gatto, ma la proposta è stata duramente contrastata. Ora sperano che il documentario di Guo Ke possa essere d’aiuto.

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