GEAPRESS – Una scena incredibile, quella apparsa stamani alle Guardie Zoofile dell’OIPA di Caltanissetta coordinate da Fabio Calì. Nel centro storico di San Cataldo (CL), a pochi chilometri dal capoluogo nisseno, da circa 15 giorni due cagnolini, una maschietto ed una femminuccia, erano stati rinchiusi in un fetido tugurio senza mai poter uscire.

Una catena metallica ed il lucchetto sistemati nel portone, tenevano lontani occhi indiscreti. Secondo le prime ricerche della Polizia Municipale sembrerebbe addirittura che il proprietario risieda all’estero. Una abitazione, forse, abbandonata da decenni.

La scoperta più brutta, però, si è avuta quando le Guardie OIPA ed i Vigili del Fuoco sono potuti entrare nel tugurio. Un cucciolo di circa quattro mesi è stato trovato morto di fame e di sete. Il pancino si presentava retratto. Poi la sporcizia ed il secondo cane. Una cucciola, forse la sorellina del primo cane, ancora viva ma assetata.

All’inizio credevamo che in quell’abitazione dovesse esserci un solo cane – riferisce Fabio Calì a GeaPress – Almeno così sembrava dall’esterno. La testolina, infatti, faceva capolino da una finestrella. Poi l’amara sorpresa“.

Forse, stante indiscrezioni raccolte in loco, qualcuno di notte veniva a  gettare dei pezzi di pane duro. Da bere, però, nulla. Sta di fatto che la cagnolina si è letteralmente attaccata alla bottiglia, non dando neanche il tempo di versare l’acqua nella ciotola.

Per accedere in quell’appartamento è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco. Solo delle potenti cesoie hanno, infatti, consentito di poter spalancare quel portone.

A cosa servivano quei cuccioli? Perchè qualcuno li ha rinchiusi in quell’orrendo bugigattolo premurandosi di tanto in tanto di gettare un tozzo di pane? Il contatto con i cani avveniva a quanto pare  di notte. Difficile pensare ad un tragico “gioco” di ragazzini.

Le Guardie dell’OIPA hanno battezzato la cucciola con il nome di “BEA”. Dopo i primi controlli veterinari sarà data in adozione. Questa la mail per le richieste ma anche per chi, a qualsiasi titolo, possa dare informazione su quanto avvenuto in quel vicolo del centro storico di San Cataldo: guardiecaltanissetta@oipa.org

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