cane amputato
GEAPRESS – Due cani con gravi menomazioni alle zampe, sono stati rinvenuti nei giorni scorsi dai volontari della sezione salernitana della Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Due luoghi fra loro non molto distanti, ma che probabilmente non hanno in comune la causa che ha rischiato di provocare la morte dei poveri cagnolini.

Due cani da caccia, entrambi privi di microchip, trovati nelle campagne di Altavilla Silentina e Postiglione. Nel primo caso si tratta di un cane che è rimasto lungamente bloccato ad un laccio metallico per cinghiali. Come è noto, la trappola, vietata dalla legge, è costituita da un filo di acciaio sistemato a formare un nodo scorsoio. Non a caso viene disposta lungo i camminamenti della fauna. Appena un animale rimane impigliato, il nodo inizia a stringere causando soffocamento (nel caso il povero animale venga preso sul collo) oppure la rottura del diaframma quando preme sull’addome. Nelle zampe, invece, la fine è più lunga e dolorosa. Sono stati, infatti, documentati casi di amputazione dell’arto, avvenuto nel disperato tentativo di riconquistare la libertà. Il nodo inizia a stringere sempre più, man mano che l’animale tenta di scappare.

E’ quello che è successo al povero cagnetto da caccia. Il laccio era penetrato fino all’osso causando una ferita irrecuperabile. A Robin, così è stato chiamato dai volontari, si dovrà amputare la zampa. Il cagnolino è rimasto bloccato al  laccio per più giorni. Quando un signore lo ha notato è partita la telefonata per la Lega Difesa del Cane che si è subito interessata di lui.

Per il secondo cane, si è dovuto invece già ricorrere al rimedio estremo. Non una, ma più zampe gravemente danneggiate, anzi il termine più esatto è quello di “maciullate”. Nel caso della anteriore sinistra l’amputazione è già avvenuta, mentre per le altre si è dovuto intervenire chirurgicamente. Fratture composte, ferro ortopedico e gravi menomazioni che sicuramente comporteranno una degenza delicata.

La causa più probabile è quella dell’investimento. Il cagnetto si è poi trascinato finchè è stato notato ed affidato alle cure della Lega Nazionale per la Difesa del Cane.

Mi preoccupa in particolare il cagnolino sul quale si è già dovuti intervenire chirurgicamente – riferisce a GeaPress Antonella Centanni, responsabile della sede di Salerno della Lega Difesa del Cane – Anche le ferite sulle altre zampe non sono cosa da poco conto e di certo avrà bisogno di cure particolari. Affrontiamo ora anche l’intervento per Robin. Anche per lui si dovrà ricorrere all’amputazione della zampa. Si rivolgono tutti a noi – riferisce la responsabile animalista – ed affrontiamo i casi senza tirarci indietro. Chiediamo però un aiuto per l’adozione. La nostra è un’area difficile, piena di emergenze“.

Per chi volesse mettersi in contatto con  la Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Salerno questa è la mail   info@legadelcane-sa.it

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