GEAPRESS – Erano accuditi da trent’anni. Ma ora uno strano destino sembra avere accomunato il disinteresse dell’amministrazione comunale con lo scellerato gesto dell’avvelenatore.

Sabato mattina, una ragazza che si era recata a prendere il treno, notava presso la Stazione ferroviaria di Sale Marasino (BS) un gatto riverso in terra. Sembrava morto, ed in effetti, si scoprirà una volta accorsi i volontari, che già la sera prima aveva subito gli effetti del veleno sparso nelle ciotole di cibo. Proprio sabato prossimo, i volontari si recheranno presso la casa comunale, per chiedere spiegazione dell’improvvisa solerzia degli operatori ecologici, mandati ogni giorno a togliere il cibo dalle ciotoline.

Il povero gatto della stazione, oltre che per il veleno, aveva rischiato di morire di ipotermia. Riversa ancora in gravi condizioni, mentre altri cinque gattini si sono potuti dichiarare fuori pericolo. Scomparsi, però, cinque animali, di cui due con poche settimane di vita. Di loro non si ha più traccia.

La colonia di Sale Marasino, è accudita ormai da decenni. I gatti sono stati tutti sterilizzati già anni addietro e con il tempo il gruppetto di mici si era naturalmente ridotto a soli sei animali. Questa estate una nuova randagina apparsa nei luoghi, aveva rinfoltito la colonia e da tale novità era partita l’iniziativa dei volontari che avevano chiesto all’Amministrazione comunale un aiuto. In particolare quello che si aveva di bisogno era un piccola convenzione con un ambulatorio veterinario, oppure, in alternativa, solo il trasporto presso l’ASL di Brescia. Accalappiamento, degenza postoperatoria e futuro mantenimento sarebbero stati tutti a carico dei volontari. Niente. Una mano assassina ha anticipato tutto.

Mai successo un avvelenamento, dicono ora i volontari, che hanno provveduto a consegnare i resti di cibo presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia. Si saprà così quale è stato il principio tossico utilizzato dall’ignoto avvelenatore.

Disattenzioni, quelle di chi dovrebbe prevenire oltre che gestire i randagi, che hanno evidentemente un respiro ben più ampio. Pochi giorni addietro, infatti, le Linee Guida del Ministero della Salute (scarica qui) che hanno fatto seguito al reitero dell’Ordinanza sugli avvelenamenti, hanno messo in evidenza come a non funzionare sia stato proprio il tavolo tecnico che dovevasi istituire presso le Prefetture. Il compito di gestire e monitorare il fenomeno, sarebbe stato, infatti, dell’Ufficio Territoriale del Governo.

Nelle Linee Guida anche le indicazioni relative ad altra nota dolente riscontrata nel campo dell’applicazione della stessa Ordinanza. Il troppo tempo impiegato per le analisi di rito. Per questo, secondo il Ministero, sarà necessario un primo referto ambulatoriale da inviare, per gli opportuni provvedimenti, al Sindaco.

Chissà cosa succederà a Sale Marasino.

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