GEAPRESS – Ha precedenti per ricettazione, aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante ciò, seppure i Carabinieri della Compagnia di Corsico siano giunti poco dopo l’accaduto, la legge contro i maltrattamenti di animali non consente l’arresto in flagranza di reato. Questo nonostante gli slogan di alcuni animalisti che si erano vantanti di avere fatto approvare una legge (ovvero la 189/04) utile a portare in prigione chi maltratta o uccide gli animali.

Lui, il disoccupato di origine palermitana residente a Rozzano (MI) stanco di non essere obbedito dal suo cane, lo ha semplicemente preso e scaraventato fuori dalla finestra dell’appartamento, al secondo piano di una palazzina. Il povero animale, un Pit bull, maschio, di nove anni, è morto subito dopo lo schianto. I fatti sono successi nella notte fra il 6 e il 7 aprile, però la notizia è stata diffusa solo ieri.

L’uomo, di anni 43, dedito all’alcol, era visibilmente alterato ma improvvisi scatti d’ira erano a quanto pare già noti ai vicini. Non è chiaro se avesse già coinvolto in tali comportamenti il povero cane. Di sicuro lui ha continuato a ripetere che era stanco di non essere rispettato. I Carabinieri non hanno potuto fare altro che identificarlo e denunciarlo a piede libero per uccisione di animali, ovvero in base all’articolo 544/bis del Codice Penale. Difficilmente avrà un minimo di peso la previsione massima di due anni di reclusione. La punibilità del reato, proprio in termini di reclusione, scatta nel nostro ordinamento giuridico nel caso di previsione di pena (minima) di quattro anni. Per i precedenti, invece, inciderà sicuramente il tempo trascorso dal compimento del reato. L’art. 544/bis non prevede neanche una multa (ovvero la sanzione pecuniaria dei reati delitti).

Fine di un nuovo atroce caso di maltrattamento di animali. L’uomo, per ora, è tranquillamente a casa sua (alcol permettendo).

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati