cuccioli cassonetti
GEAPRESS – Dieci cuccioli e una brutta fine in parte risparmiata dal venir meno del proposito di ucciderli. Ne sono convinti i volontari dell’associazione Heidi una Vita da Cani impegnati nella difesa dei randagi del territorio.

Un volontaria, nella giornata di oggi, si era fermata per gettare l’immondizia in un cassonetto distante circa 200 metri dal rifugio. Nell’immondizia la busta con alcuni dei piccoli animali, altri giravano intorno mentre due sono stati trovati morti. “Gli otto sopravvissuti – riferisce a GeaPress Stefano Lioi, volontario dell’associazione – erano freddi come pietre e tutti bagnati. Qualcuno li ha strappati dalla madre e li ha gettati nell’immondizia. Non deve avere avuto il coraggio di ucciderli lasciandoli al freddo ed alla pioggia“.

Chi ha commesso l’insano gesto si è guardato bene ad avvicinarsi troppo alla struttura di ricovero dei cani, protetta da telecamere.

I volontari dell’associazione Heidi una Vita da Cane chiedono ora aiuto. La speranza, ovviamente, è che i piccoli cani possano sopravvivere; nel caso le cure saranno lunghe e costose. Purtroppo in non poche località rurali è ancora in uso allontanare traumaticamente dalla madre la cucciolata per poi abbandonarla nell’immondizia o in aperta campagna. Mancata prevenzione del randagismo, assenza di microchippatura e sterilizzazioni costituiscono il substrato ove le brutte abitudini sono dure a morire.

Putroppo il reato di abbandono di animali, prevede pene effimere che di certo non costituiscono un deterrente per persone senza scrupoli.

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